Politica capo di Gabinetto

Siracusa, piscina, PalaLobello e stadio: Gibilisco fa il punto sugli impianti sportivi

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Giuseppe Gibilisco

Albatro costretta a giocare ad Agrigento, i lavori al PalaLobello ancora fermi in attesa che si chiuda la partita giudiziaria sull’appalto, la piscina della Cittadella dello Sport alle prese con impianti arrivati ormai al capolinea (ma non chiuderà) e un deciso no al nuovo stadio. E, dall’altra parte, due nuove strutture prossime a entrare nella disponibilità della città, il Palaindoor e il campo da rugby, che almeno inizialmente saranno gestite direttamente dal Comune.

Il capo di Gabinetto del Comune di Siracusa Giuseppe Gibilisco fa il punto sulla situazione degli impianti sportivi cittadini, partendo dal caso che sta creando le conseguenze più immediate per lo sport siracusano: quello dell’Albatro.

La società di pallamano dovrà disputare ad Agrigento le proprie gare perché a Siracusa non esiste attualmente un altro impianto in grado di ospitare competizioni di quel livello. Siamo consapevoli che il problema principale sia anche riferito al ricorso sul bando. Ma perché non si è pensato a un’alternativa, togliendo un impianto così importante per le società sportive?

“L’unica struttura è il PalaLobello. Abbiamo voluto fortemente investire 2 milioni di euro per realizzare i lavori e tra fine maggio e inizio giugno abbiamo sottoscritto il contratto con la ditta che ha vinto l’appalto. Poi il ricorso presentato da un’altra impresa partecipante alla gara ha modificato il cronoprogramma. Il pronunciamento di primo grado ha dato ragione al Comune, ma l’amministrazione ha deciso di attendere anche la scadenza dei termini per un eventuale appello. La ditta ricorrente ha 30 giorni di tempo. In via precauzionale abbiamo ulteriormente fermato l’inizio dei lavori perché sarebbe molto complicato far partire un’impresa e poi trovarsi davanti a un eventuale pronunciamento differente. Da qui la nuova prospettiva temporale: se entro settembre non arriverà un appello, i lavori potrebbero iniziare nei primi giorni di ottobre. Purtroppo un’alternativa a Siracusa non c’è perché non abbiamo un altro impianto che possa ospitare manifestazioni importanti. Ricordo comunque di aver già realizzato un primo intervento sul palazzetto: Il tetto, dopo 20 anni, è stato completamente sostituito e oggi non entra più acqua all’interno del Lobello”.

Un altro fronte riguarda quello della piscina olimpionica della Cittadella dello Sport. La chiusura fino al 3 ottobre si rende necessaria per consentire interventi di sostituzione dei filtri dell’impianto e adeguamento del locale tecnico, ma la procedura amministrativa era stata avviata a giugno. Non riusciamo proprio a rispettare la programmazione delle società?

Con l’impresa e il direttore dei lavori abbiamo fatto un sopralluogo e abbiamo deciso di non chiudere, forse a fine lavori sarà necessario fermarsi uno o due giorni. Il problema riguarda soprattutto lo stato dell’impianto di filtrazione. Dei quattro grandi filtri originariamente installati, soltanto una parte è ancora funzionante e le condizioni delle strutture provocano importanti perdite d’acqua. Siamo arrivati a capolinea. I vecchi filtri sono in ferro e sono ormai completamente deteriorati. Abbiamo grosse perdite e siamo costretti a immettere continuamente metri cubi d’acqua”.

Sì, ma la determina era di giugno: perché un intervento già previsto a giugno arriva a ridosso dell’inizio della nuova stagione sportiva?

“C’è la necessità di realizzare filtri su misura. L’accesso al vano tecnico, infatti, non consentirebbe di introdurre apparecchiature delle stesse dimensioni di quelle esistenti senza demolire nuovamente una parete. Per evitarlo sono stati ordinati nuovi filtri di dimensioni inferiori e tecnologicamente più avanzati. La determina è stata fatta a giugno, ma i filtri dovevano essere costruiti. Passeremo dai quattro vecchi filtri a sette nuovi elementi, con una capacità filtrante completamente diversa. L’intervento, per circa 150 mila euro, non riguarderà soltanto i filtri. Saranno sostituite anche pompe e tubazioni e sarà riordinato il vano tecnico. Una parte delle apparecchiature è già arrivata, mentre la restante dovrebbe essere consegnata a breve”.

Tanti, troppi forse gli interventi sulla piscina della Cittadella negli ultimi anni. Forse sarebbe necessario più di un singolo intervento.

“A mio modo di vedere quella piscina non ha bisogno di un restyling: andrebbe rifatta completamente. Manca la vasca di compenso, il sistema di sfioro è ormai datato, le tubazioni in ferro e le condizioni di altri elementi strutturali e impiantistici. Ogni volta interveniamo su qualcosa, ma parliamo di una piscina vecchia. Oggi gli impianti vengono costruiti secondo criteri completamente differenti. Per il momento, però, l’obiettivo è mantenere funzionante la struttura attraverso il nuovo sistema di filtrazione. Solo dopo il sopralluogo sarà possibile stabilire quanto a lungo dovrà essere fermata la piscina. L’intenzione del Comune è ridurre al minimo la chiusura, eseguendo con l’impianto in funzione tutti i lavori tecnicamente compatibili e sospendendo l’attività soltanto nella fase in cui sarà indispensabile intervenire sui collegamenti.


A breve si inaugurerà il campo da rugby e il palaindoor: il modello di gestione sarà comunale (visti i problemi con la Cittadella) o pensate a un’esternalizzazione?

Il Palaindoor sarà sicuramente gestito direttamente dal Comune. Una scelta favorita anche dalle caratteristiche energetiche dell’impianto. È una struttura sostanzialmente autosufficiente dal punto di vista energetico. Abbiamo 100 kW di pannelli e 100 kW di batterie e questo permetterà di contenere fortemente i costi, anche utilizzando climatizzazione e ricircolo dell’aria. Anche per il campo da rugby, almeno nella prima fase, il modello sarà quello della gestione comunale. Se successivamente ci sarà l’interesse di qualche società valuteremo le proposte, così come eventuali manifestazioni di interesse provenienti dalla Federazione a livello regionale o nazionale”.

La linea dell’amministrazione, dunque, almeno per le nuove strutture, è partire con una gestione pubblica diretta e valutare soltanto successivamente formule differenti. A proposito di nuove strutture. Siracusa Calcio, nuovo stadio e stadio De Simone: quale presente e quale futuro? Perché su questo versante sembra quasi di essere nel Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare niente.

“Sul nuovo stadio preferisco essere molto chiaro: non me la sento di promettere oggi un investimento del genere, lo faranno altri che stanno per entrare in campagna elettorale. Realizzare un nuovo impianto significherebbe partire da circa 25 milioni di euro e, se si pensasse a un’area come quella dei Pantanelli, con tutte le opere idrauliche necessarie, il budget aumenterebbe notevolmente. Quello su cui invece stiamo ragionando concretamente è il De Simone. C’è in programma, non nell’immediato ma in un futuro prossimo, un investimento sulla gradinata: l’idea, ottenuti tutti gli assensi necessari, è realizzarla coperta e portare complessivamente lo stadio a una capienza di circa 6-7 mila posti. Per quanto riguarda il Siracusa Calcio, parliamo di una società privata. Al momento mi sembra sia stata costruita una squadra dignitosa e il supporto dell’amministrazione c’è, come c’è sempre stato. Poi quello che accadrà in futuro non posso saperlo. La gestione del De Simone resterà al Comune, con alcuni spazi assegnati al Siracusa Calcio. Abbiamo inoltre dato disponibilità anche all’Atletico Siracusa, al quale assegneremo degli spazi per uno o due allenamenti a settimana. L’impianto resta quindi comunale e deve essere messo nelle condizioni di essere utilizzato, compatibilmente con le esigenze organizzative, anche dalle altre realtà sportive della città”.

Luca Signorelli

Luca Signorelli

Giornalista pubblicista dal 2008, laureato magistrale in Comunicazione all'Università di Catania. Segue politica, amministrazione e società con uno stile diretto e analitico: traduce il linguaggio delle istituzioni in notizie utili al lettore.

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