In tendenza

Siracusa, pista di corso Gelone. Lealtà&Condivisione punzecchia il Comune: “se la variante fosse stata fatta anche in via Tisia…”

Ieri l'amministrazione comunale ha fatto sapere che sono in corso interlocuzioni con la Regione per valutare alcune ipotesi di variante, senza però mettere a repentaglio i fondi per la realizzazione dell'opera

La pista ciclabile di Corso Gelone non si farà. Almeno per il momento. Nella giornata di ieri, infatti Palazzo Vermexio ha fatto sapere di aver avviato alcune interlocuzioni per modificare il progetto al momento in essere, evitando allo stesso tempo di perdere i finanziamenti. Una notizia accolta con soddisfazione, ma anche un pizzico di ironia, da Lealtà & Condivisione.

Il presidente del movimento politico, Carlo Gradenigo, ricorda infatti come Siracusa sia “fatta talmente male urbanisticamente che ogni cosa che aggiungiamo oggi può comprometterne un’altra domani se non inserita in quadro di insieme. Così se il passaggio di un sottoservizio lungo un marciapiede può impedire domani di mettere a dimora un albero la paura era che realizzata una ciclabile bidirezionale di 3mt in una strada di 6.5mt come alcuni tratti di Corso Gelone, non si sarebbero mai più potute fare le previste corsie preferenziali per i bus lungo lo stesso asse viario strategico, impedendo lo sviluppo di un sistema di trasporto urbano efficiente”.

Da qui nasceva l’ipotesi condivisa nei giorni scorsi di una piccola variante al progetto che senza sconvolgere lo stesso, potesse contemplare tale esigenza, magari con la realizzazione di una corsia preferenziale condivisa bus/bici nei tratti più stretti, sull’esempio di quanto già realizzato in via Malta.

Ieri l’amministrazione per bocca del dirigente del settore trasporti fa sapere che procederanno con la modifica del progetto, i cui lavori sarebbero dovuti iniziare questa settimana, affermando che: “Le varianti che vorremmo apportare non modificano nulla rispetto al raggiungimento degli obiettivi strategici approvati dal consiglio comunale ma andrebbero incontro alle esigenze note a tutti, che sono legate prevalentemente alle peculiarità urbanistiche della città.”

Alla luce dei fatti – conclude Gradenigo – non possiamo che tirare un sospiro di sollievo e pensare che se la stessa prontezza di riflessi e disponibilità all’ascolto fosse stata applicata tra le tante vicende, anche in via Tisia (dove ogni variante in corso d’opera era stata dichiarata impossibile) oggi avremmo un viale alberato.”


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo