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Siracusa, i Pm Musco e Longo chiedono al Csm il trasferimento ad altra sede con funzione da giudice

A sinistra Musco, a destra Longo

Foto e video ritraggono Longo e l'avv. Calafiore a un "cenacolo" all'hotel Majestic di Roma e ciò dimostra l'esistenza di contatti tra i due al di fuori del contesto professionale. Forse anche per questo motivo il magistrato si è sentito di chiedere il trasferimento per tacciare qualsiasi voce legata a presunti favoritismi

I Pubblici ministeri Giancarlo Longo e Maurizio Musco hanno ufficialmente chiesto il trasferimento “in prevenzione” ad altra sede. Lo scorso lunedì 19 giugno la Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura ha deciso di ascoltare il Procuratore capo Francesco Paolo Giordano e il magistrato Longo, con Musco assente per motivi di salute (già in realtà trasferito a Sassari a seguito di un provvedimento della sezione disciplinare, anche se non ha mai preso possesso).

Nella seduta del 17 maggio scorso il Csm aveva deliberato di aprire nei confronti dei magistrati la procedura di trasferimento d’ufficio per essersi venuti a trovare, “a prescindere da esistenza di condotte colpevoli riconducibili a fattispecie di diversa natura, in una situazione tale da incidere sulla piena indipendenza e imparzialità dell’attività giudiziaria nella sede di Siracusa e nelle funzioni di pubblico ministero”. Incompatibilità ambientale, insomma, a prescindere da eventuale colpevolezza.

Longo ha fatto richiesta di trasferimento in prevenzione cambiando funzione da Pm a giudice in tre città: Napoli, Catania e Roma. Musco ha presentato la domanda di trasferimento in prevenzione per svolgere funzioni giudicanti a Roma o in subordine a Caltanisetta. Il procuratore capo Giordano invece pare intenda restare al proprio posto a Siracusa e si è difeso dall’esposto presentato dagli altri 8 magistrati nei suoi confronti. La richiesta di trasferimento in prevenzione è una prerogativa del magistrato, adesso la I commissione passerà la richiesta alla III commissione del Csm che si occupa dei trasferimenti e verificherà tra le sedi indicate (o non indicate) dove trasferirli.

La sezione disciplinare del Consiglio superiore della Magistratura aveva già disposto per Musco la sanzione della perdita di anzianità di un anno oltre alla sanzione accessoria del trasferimento d’ufficio definendo solo la parte non oggetto del procedimento penale, in attesa del provvedimento di condanna dalla Procura generale. Il magistrato è stato recentemente condannato dalla Corte di Cassazione nella vicenda dei Veleni in Procura e per tentata concussione sula vicenda di Villa Corallo ma il provvedimento si riferiva alla precedente richiesta della Cassazione di rivedere la decisione del Csm, che aveva deciso per il reintegro del Pm dopo un primo trasferimento a Palermo.

Longo aveva già fatto richiesta di trasferimento prima a Genova per la carica di procuratore aggiunto (non accolta) e poi a Roma (in attesa del pronunciamento del Csm). Investito dalle indagini che hanno portato lo stesso a scoprire la presenza di microspie nella sua stanza al quinto piano del Palazzo di Giustizia, il magistrato si è poi sfogato in un’intervista su La Sicilia che ha fatto discutere ripercorrendo tutte le vicende trattate – dal servizio idrico a Villa Rizzo, da Open Land a Princiotta fino a Cisma, su cui ha riferito di non avere alcun legame con i consulenti infedeli – ha ammesso di essere stato invitato al convegno Aprom di Avellino ma di non avervi partecipato, chiedendo anzi il rinvio a giudizio su tutte le cause che riguardano l’avvocato Giuseppe Calafiore, legale tra gli altri di Simona Princiotta e Fiera del Sud (e quindi tra quelli che hanno tenuto più impegnato il Comune in numerose cause giudiziarie ancora in fase di definizione).

A La Sicilia infatti aveva dichiarato: “Sarei in combutta con Calafiore? Ma stiamo scherzando? Al convegno di Avellino sono stato invitato ma non ho partecipato. L’avvocato Calafiore semmai potrebbe avercela con me perché i suoi assistiti da Fiaccavento a Princiotta sono stati tutti da me mandati a giudizio“.

Ma se è vero che ad Avellino non erano insieme, in realtà ci sono foto e video che li ritraggono assieme a luglio del 2015 ad un “cenacolo” all’hotel Majestic di Roma per un incontro sul tema “Nuovi sviluppi e prospettive della finanza pubblica locale”. Calafiore è seduto allo stesso tavolo del magistrato Longo (entrambi spettatori) e anche una tv locale li ritrae intenti a chiacchierare con altre persone fuori dalla sede del “cenacolo” (i due appaiono sempre insieme a partire dal secondo 48, nel video pubblicato da TeleNorba e qui riportato). Un’immagine che dimostra l’esistenza di contatti tra i due al di fuori del contesto professionale. Forse anche per questo motivo il magistrato si è sentito di chiedere il trasferimento per tacciare qualsiasi voce legata a presunti favoritismi.


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