«Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un pò Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perchè sono una sorta di ‘”sfiga” nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo». (fonte Ansa.it)
Questa la dichiarazione fatta dall’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino (in foto), presente sabato scorso a Siracusa per la prima tappa degli Stati Generali della nuova Autonomia in Sicilia, convocati dal vice presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Fabio Granata.
Fabio Granata ha parlato di “provocazione intellettuale” lanciata dal docente dell’Università di Messina nel corso del seminario introduttivo, definendo “disarmanti” le reazioni seguite alle parole di Centorrino, che hanno scatenato una vera e propria polemica.
“Mario Centorrino, con le dichiarazioni rilasciate ieri sulla sua visione della sicilianità, ha lanciato una provocazione forte per invitare i siciliani a fuoriuscire dalla flagellazione e dal vittimismo, nonché da una autoreferenzialità patologica, tracciata con ineguagliabile sapienza da Sciascia e Tomasi di Lampedusa – ha detto il parlamentare – Amiamo ed apprezziamo da sempre la letteratura siciliana, dai grandi scrittori classici a Camilleri, ma restiamo stupiti e colpiti dall’ipocrisia e dalla superficialità di alcune dichiarazioni rilasciate oggi alla stampa. Se anche una provocazione intellettuale, lanciata da una dei più importanti economisti dell’isola, non viene colta come tale, è necessaria una profonda riflessione sul nostro essere siciliani”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio Provinciale di Siracusa, Michele Mangiafico, che ha inviato alla stampa una sua nota relativa alle parole dell’assessore regionale:
“Che le cose vadano male in Sicilia è colpa degli scrittori. Questa, in sintesi, l’idea espressa dall’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, nel corso di un suo intervento pubblico a Siracusa. “Non leggiamo più per un po’ Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di sfiga nei confronti della Sicilia”, ha detto il docente universitario chiamato nel governo regionale dal presidente Lombardo. E così Siracusa domenica mattina è finita sulle pagine nazionali dell’Unità, probabilmente (ma a questo punto il condizionale sarebbe d’obbligo) il quotidiano più vicino alle idee politiche dello stesso Centorrino. Il foglio fondato da Gramsci ha sentito il bisogno di ascoltare sull’argomento cosa ne pensasse lo stesso Camilleri, unico superstite tra gli scrittori citati dall’assessore.
E Camilleri certo non le ha mandate a dire ad un docente universitario di cui si è chiesto come potesse invitare i siciliani a non leggere quanto meno gli altri due. Sento il bisogno di esprimere la mia solidarietà a tutti questi scrittori e a quant’altri, pessimisti o realisti, Centorrino non avrà citato solo per una questione di tempi stretti, ma che certamente avranno contribuito anche loro ad incrementare turismo e cultura nella nostra amata isola: solidarietà a Camilleri, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Pirandello, Verga, De Roberto, Bufalino, Vittorini e Quasimodo. E a tutti quelli che ci vengono in mente. Avrà pure lanciato una provocazione l’assessore regionale, preso dalla foga di impartire le linee del suo nuovo progetto politico, ma meglio mettere i puntini sulle i, che non mancano a nessuno degli scrittori da lui citati”.
