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Siracusa, politica industriale e crisi economica: i metalmeccanici in sit-in a Confindustria

A dirlo Angelo Sardella, Antonio Recano e Santo Genovese, rispettivamente segretari provinciali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil

“Gli appalti metalmeccanici nel settore petrolchimico oggi rappresentano l’espressione massima della frantumazione del mondo del lavoro in un settore strategico per il paese come quello delle energie. Non si è mai affermata una logica ampia di settore e di sistema, di filiera, nella quale la competizione venisse in realtà affrontata sul terreno della qualità dei processi produttivi, del riconoscimento dei diritti dei lavoratori, piuttosto che limitarsi sulle pratiche di dumping contrattuale e la graduale riduzione dei diritti dei lavoratori e della contrattazione collettiva”. Così in una nota Angelo Sardella, Antonio Recano e Santo Genovese, rispettivamente segretari provinciali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil.

Domani mattina dalle 9 i metalmeccanici saranno in presidio davanti la sede di Confindustria Siracusa per riaffermare che:

  • Non si può accettare che la crisi economica legata alla pandemia, la frantumazione e l’impoverimento del lavoro, la disoccupazione e anni di mancati investimenti sulla prevenzione producano un drammatico aumento degli infortuni anche mortali. Ci vuole investimento nelle nuove tecnologie per la formazione e la prevenzione e soprattutto ci vuole un rinnovato sistema di controlli, perché illegalità e minore sicurezza vanno di pari passo.
  • Venga applicata la “clausola sociale, in occasione dei tanti “cambi appalto” problematica che non può essere liquidata con la semplice creazione dei bacini occupazionali oramai sovraccarichi e poco utilizzati.
  • Politiche industriali vere a sostegno di una decarbonizzazione che non si traduca in de- industrializzazione e ulteriore perdita e frammentazione del lavoro ma che inserita in un processo di transizione che tenga insieme le ragioni della sostenibilità ambientale e dell’occupazione. Il PNRR non sia la scusante per aspettare, ma sia il volano di una reale ripresa che potrà essere realizzata solo a fronte di una concreta progettualità.
  • Il blocco dei licenziamenti la pandemia ha già pesantemente penalizzato interi insediamenti territoriali e i lavoratori con un massiccio utilizzo di ammortizzatori sociali e, nei casi peggiori, il licenziamento degli stessi.“Per tutte queste ragioni – conclude la nota – riteniamo non più rinviabile la mobilitazione dell’intero settore metalmeccanico degli appalti petrolchimici proclamato per il 06 luglio 2021, per riaprire la discussione con il Governo sulla centralità del settore e progettare un percorso di transizione energetica che sia sostenibile e valorizzi le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori.”


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