Ripartono le attività dell’Istituto musicale Privitera e, con esse, prende forma un progetto più ampio: la creazione di un Polo accademico musicale e coreutico nella città di Siracusa. L’iniziativa, promossa dal Comune insieme all’ASAM, punta a colmare una storica lacuna nel sistema formativo locale.
I nuovi percorsi si inseriscono in continuità con l’offerta già presente negli istituti comprensivi a indirizzo musicale e nel liceo musicale “Gargallo”, con l’obiettivo di completare la formazione e accompagnare gli studenti fino ai livelli preaccademici.
L’iniziativa, dal punto di vista politico, nasce da una mozione promossa dal consigliere comunale Sergio Bonafede e approvata all’unanimità da tutto il Consiglio comunale. In attesa di una sede dedicata, le attività si svolgeranno nei plessi dell’Istituto comprensivo Verga Martoglio, grazie alla collaborazione della dirigente scolastica Clelia Celisi. Una soluzione temporanea che consente però di avviare subito i corsi e costruire le basi del progetto.
Tra le novità principali, l’introduzione di percorsi musicali per la fascia 0-5 anni: non più semplice propedeutica, ma esperienze dirette di pratica musicale pensate per i più piccoli, con metodologie specifiche. Accanto a questi, partiranno laboratori strumentali e corsi di musica d’insieme, aperti a tutti, con l’obiettivo di avvicinare bambini e ragazzi alla musica, indipendentemente dal livello di partenza.
Previsti anche percorsi individuali di strumento, strutturati secondo i programmi dei conservatori e degli istituti di alta formazione musicale. Per favorire l’accesso, il Comune e l’ASAM metteranno a disposizione cinque borse di studio a copertura totale per giovani talenti selezionati in base all’ISEE.
Il “Nuovo Privitera” sarà attivo per dieci mesi l’anno, con l’estensione delle attività anche al periodo estivo, segnando una discontinuità rispetto al passato. L’obiettivo di medio-lungo termine resta la costruzione di un vero polo formativo: una volta consolidata la comunità di allievi, si punta alla stipula di accordi con un conservatorio o un istituto di alta formazione musicale, preferibilmente siciliano. Un passaggio che consentirebbe, per la prima volta, agli studenti del territorio di conseguire titoli accademici direttamente in città, senza doversi spostare altrove.
Un progetto che guarda al futuro della formazione musicale, con l’ambizione di fare della musica uno strumento di crescita culturale e sociale per l’intero territorio.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni





