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Siracusa, presunti positivi ricoverati al Pronto soccorso e paure degli operatori: perché nasce il covid team |L'Asp mostra le modalità di accesso al Ps

Un'escalation di fatti che hanno convinto il sindaco Francesco Italia a chiedere un vertice improvviso in prefettura e l'assessore regionale a correre in soccorso dell'Asp8 di Siracusa

I pazienti “grigi”, quindi in attesa dell’esito del tampone, ricoverati al Pronto soccorso. Il video del presunto infermiere e le lamentele dei medici privi dei dispositivi di protezione. Le denunce in Procura della Cgil. La positività del primario e dei suoi colleghi e i rischi degli altri operatori sanitari, spaventati. Un’escalation di fatti che ha convinto il sindaco Francesco Italia a chiedere un vertice improvviso in prefettura e l’assessore regionale a correre in soccorso dell’Asp8 di Siracusa, nominando un “covid team” a supporto.

Pazienti grigi e casi suggestivi. Il 20 marzo scorso, infatti, si è tenuta una riunione alla quale hanno preso parte il direttore medico dell’Umberto I Giuseppe D’Aquila e il direttore sanitario Asp Anselmo Madeddu, in merito alle disposizioni da impartire sul trattamento e sulla gestione dei pazienti covid – 19 definiti “grigi”. Si è concordato (e il 26 marzo comunicato ai primari di Pronto soccorso, Pneumologia, Rianimazione e al responsabile dell’unità operativa di Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza) di definire come “caso suggestivo” di positività al coronavirus il paziente cui viene effettuata una valutazione epidemiologica positiva, con criteri clinici per sintomatologia respiratoria, polmonite interstiziale, carenza di ossigeno nel sangue e valori bassi di globuli bianchi.

Ricoveri. In parole povere, i presunti positivi, chi ha i sintomi ma non ancora la certezza. Al paziente grigio, o suggestivo, verrà eseguito il tampone orofaringeo e, in attesa, verrà ricoverato proprio al Pronto soccorso (in Osservazione breve intensiva o in Medicina d’urgenza) con mascherina chirurgica e guanti, a una distanza di 2 metri dagli altri pazienti e se possibile diviso da un paravento.

Denunce e lamentele. La cronaca ci obbliga a ricordare che il giorno dopo la ricezione della disposizione – una settimana dopo la riunione operativa – si accerta la positività del primario Candiano. Nel frattempo si è assistito a una sequela di critiche nei confronti dell’organizzazione sanitaria in ospedale: una denuncia in Procura da parte della Cgil, le lamentele dalla Cisl che ha chiesto subito la sospensione della disposizione di servizio, lacune evidenziate dalla Ugl, la Fsi Usae che continua da giorni a rivolgersi al presidente della Regione Nello Musumeci segnalando la carenza dei dispositivi di protezione individuale, mentre i medici di famiglia erano già arrivati allo scontro sottolineando di non poter esser il primo argine in queste condizioni. Poi il video del presunto infermiere (che sarà pure presunto e fake, secondo l’Asp, ma non è l’unico a denunciare le condizioni del Pronto soccorso), il sindaco Italia che vuole la Croce rossa militare a Siracusa, deputati ed ex che chiedono una visita ispettiva (bocciata dal deputato Giovanni Cafeo perché “distoglierebbe risorse umane dall’emergenza per spostarle a compilare moduli e scartoffie” ma che si è detto successivamente “pronto a chiedere una commissione d’inchiesta”) e l’assessore Ruggero Razza che si precipita a Siracusa per un vertice serale in prefettura.

Non arriva la Cri militare. Alla fine la Croce rossa militare – richiesta che aveva avuto il sostegno di tutti i sindaci della provincia – non arriverà, ma ufficialmente la Regione si é impegnata a sostenere l’Azienda sanitaria e l’ospedale Umberto I con un “covid team”, per valutare i percorsi seguiti per i pazienti positivi e per riportare la necessaria serenità tra gli operatori. Termini che nascondono la rabbia di sindaco e assessore regionale durante il vertice improvviso voluto per affrontare le criticità emerse nel corso della prima fase dell’emergenza coronavirus. Prefetto e assessore sono stati concordi nel ritenere di potercela fare senza la Cri militare, puntando sull’avviso pubblicato dal Policlinico Gaetano Martino di Messina e ancora aperto, che raccoglie la disponibilità a prestare attività assistenziale in tutte le Asp siciliane per la gestione dell’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del virus Covid-19. Inclusa quella siracusana.

Chiesta una relazione urgente. Decisione accettata ma non del tutto condivisa dal sindaco Italia che, intanto, ha chiesto ai vertici dell’Asp di relazionare sulla situazione verificatasi al Pronto soccorso durante la prossima conferenza dei sindaci. Si attende il covid team e a questo punto una nuova gestione del Pronto soccorso, sperando non sia troppo tardi per un reparto tanto sensibile e pieno di pazienti grigi ma, si spera, maggiore chiarezza in futuro.


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