Covid, in provincia di Siracusa mai così pochi contagi dal 15 febbraio

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Siracusa, primo giorno di scuola in zona rossa: le mamme tra paura e fiducia nel futuro

Niente schiamazzo classico dell'uscita di scuola, nessun bambino che gioca, mamme a distanza tutte con le mascherine intrattengono giusto una breve conversazione e poi via a casa

La paura ha fermato molte mamme siracusane che, questa mattina, non hanno mandato i propri figli a scuola. Cominciano così le due settimane di zona rossa per gli istituti della città che resteranno aperti fino alla prima media, mentre per gli altri continua la didattica a distanza. Tra preoccupazione e fiducia, il comune denominatore che accomuna i genitori è uno: la scuola in presenza è molto più istruttiva. Questa mattina, nonostante questo principio fisso, in qualche istituto la carenza di studenti si è avvertita tra sedie rimaste sotto i tavoli e corridoi vuoti. Non solo, ma tra i genitori che hanno deciso di accompagnare i proprio bimbi a scuola, ci sono pareri e sentimenti discordanti: c’è infatti chi ha sposato la scelta della scuola in presenza perchè convinto e sicuro che gli istituti scolastici non siano luoghi di contagio, ma dall’altro lato c’è una grossa fetta di mamme e papà che hanno lasciato il proprio figlio davanti il cancello a malincuore.

Ma oggi i cancelli erano aperti, e qualcuna di loro ha preso di buon grado la volontà del Governo di far tornare gli alunni tra i banchi. Vero è che, forse complici anche gli orari scaglionati di entrata e uscita, l’atmosfera dietro i cancelli non era quella di sempre. Non si sentivano gli schiamazzi classici dell’uscita di scuola, non c’erano bambini che giocavano, mamme che, coperte dalle mascherine, si tenevano tutte a debita distanza, ma solo per pochi minuti, giusto il tempo di scambiare due chiacchiere e poi via a casa. Dispositivi di protezione anche per i bambini che, visibilmente confusi, corrono verso le mamme tra un berretto di lana che copre fino a sopra gli occhi e la mascherina che arriva sopra il naso. Quest’ultima non è certo una novità, ma con le basse temperature e la pioggia i bimbi sembrano quasi irriconoscibili coperti dalla testa ai piedi.

“Era meglio continuare in Dad” – dice un genitore ai microfoni di Siracusanews. “Sì, ma in Dad i ragazzi non imparano niente” – risponde un altro.

Nonostante tutto, però, le scuole rimarranno aperte e i dirigenti scolastici stanno cercando di fare di tutto per mettere gli istituti in sicurezza. Una cosa colpisce di questo primo strano giorno di scuola in zona rossa: quel bambino che al suono della campanella corre verso la mamma come se giocasse a mosca cieca coperto (quasi interamente) da mascherina, sciarpa e cappello. Eh certo, oggi un raffreddore potrebbe essere un vero e proprio problema. Ieri, e si spera anche domani, l’uscita di scuola era e forse sarà un momento di festa.


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