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Siracusa, processo Fantassunzioni: arrivano le condanne… in attesa della prescrizione

In attesa della prescrizione, prevista per aprile, si consuma il primo (e ultimo a questo punto) grado di giudizio

In attesa della prescrizione, prevista per aprile, si consuma il primo (e ultimo a questo punto) grado di giudizio nella vicenda cosiddetta delle Fantassunzioni. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, che si è avvalsa delle indagini portate avanti dalla Digos, i datori di lavoro avrebbero stipulato un contratto di lavoro a favore dei consiglieri comunali per consentire a questi ultimi di ottenere dei cospicui rimborsi, nonostante non avessero mai prestato alcuna attività lavorativa.

Il giudice ha condannato a un anno e 5 mesi di reclusione Sergio Bonafede; a 2 anni Adolfo Mollica; a 2 anni e 2 mesi Piero Maltese; a 2 anni Riccardo Cavallaro; a 1 anno e 5 mesi Franco Formica (in questo caso per falso ideologico per la partecipazione alle commissioni e non per truffa, reato per il quale è stato assolto perché il fatto non sussiste), tutti ex consiglieri. E poi a 2 anni Giuseppe Serra, Sebastiano Solerte e Marco Romano, tutti imprenditori. Assolto l’imprenditore Roberto Zappalà mentre è stata emessa sentenza di non doversi a procedere per prescrizione nei confronti dell’ex consigliere Riccardo De Benedictis e degli imprenditori Paolo Pizzo e Maurizio Masuzzo.

Il Pubblico ministero aveva chiesto la condanna con l’accusa di truffa aggravata per sei ex consiglieri comunali di Siracusa e per 6 imprenditori, invitando il giudice alla condanna di 3 anni e 6 mesi per Sergio Bonafede e Franco Formica, e di 2 anni e mezzo per gli altri ex consiglieri Adolfo Mollica, Piero Maltese, Riccardo Cavallaro, Riccardo De Benedictis, che hanno occupato gli scranni dell’aula Vittorini tra il 2008 e il 2013.

Per quanto riguarda gli imprenditori, datori di lavoro dei consiglieri comunali, il pm aveva chiesto due anni e mezzo per Giuseppe Serra, Sebastiano Solerte, Roberto Zappalà, Paolo Pizzo, Marco Romano e Maurizio Masuzzo. Il Comune di Siracusa si è costituito parte civile nel processo, chiedendo un risarcimento quantificato in oltre 2 milioni di euro.

 


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