Siracusa, protesta amara per i lavoratori dello Spaccio alimentare: “nessuno ci ascolta”

Per i 77 lavoratori è scattata la cassa integrazione da fine febbraio, ma al momento non hanno percepito né i fondi dell'ammortizzatore sociale, né l'ultima mensilità

C’è amarezza nei lavoratori e nei sindacati che seguono la vertenza “Spaccio Alimentare”. I 77 dipendenti del gruppo Cambria, che da mesi attendono di avere risposte sul proprio futuro occupazionale, speravano di poter manifestare sotto la Prefettura, ma soprattutto di poter avere un incontro con la massima espressione del Governo in provincia. Purtroppo però niente di tutto questo è stato possibile e i manifestanti si sono dovuti accontentare di svolgere la propria protesta davanti il Tempio di Apollo.

Una situazione che lascia l’amaro in bocca – commentano i segretari della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, rispettivamente Alessandro Vasquez, Teresa Pintacorona e Anna Floridia”. Intanto il centro commerciale “Archimede” riaprirà i battenti tra poco più di due settimane, mentre per quanto riguarda l’ipermercato è ancora in dubbio chi dovrà svolgere i lavori di ristrutturazione della struttura.

Noi – proseguono i tre sindacalisti – da oltre un anno seguiamo questa vertenza ma è sconcertante come ancora oggi non sia chiaro chi debba svolgere i lavori e di conseguenza quando riaprirà l’ipermercato. Una situazione che ovviamente si ribalta sulla disperazione dei lavoratori e delle loro famiglie“. Per i 77 è scattata la cassa integrazione da fine febbraio, ma al momento non hanno percepito né i fondi dell’ammortizzatore sociale, né l’ultima mensilità.

Colpa dell’azienda – spiegano – che non si è messa nelle condizioni ideali per accorciare i tempi. Da mesi chiediamo un tavolo istituzionale in Prefettura con tutte le parti in causa, ma a oggi questa nostra richiesta è rimasta inascoltata“. L’occasione utile, però, potrebbe essere quella del 15 maggio, quando tutti i maggiori interlocutori saranno chiamati intorno a un tavolo all’Ispettorato del Lavoro. “La nostra speranza – ancora i tre segretari – è che i tre attori principali per la ristrutturazione dell’ipermercato, vale a dire il proprietario della galleria, Carrefour e Cambria, possano fornire risposte chiare ai dipendenti sia sui lavori, sia sui tempi di un ritorno nel posto di lavoro. Se così non dovesse essere – concludono – come già anticipato organizzeremo uno sciopero davanti al centro commerciale perchè 77 famiglie non possono restare fuori da un contesto in cui sono legittimi a continuare a lavorare“.


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