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Siracusa, protesta taxi in piazza Duomo: nessuna soluzione, tutto rinviato

Il sindaco ha accolto nella sala verde una rappresentanza della categoria per avere un confronto

Tensione e poche intese se non quella di riaggiornarsi tra una settimana circa quando il quadro amministrativo dovrebbe essere delineato. Stamattina i tassisti di Siracusa sono scesi in piazza per protestare e lanciare un grido d’allarme sulla propria condizione. Il Covid non li ha costretti a restare a casa, ma l’emergenza sanitaria con spostamenti limitati e assenza di turisti ha di certo limitato, o meglio azzerato, corse ed incassi. E adesso c’è fame, oltre alla voglia di tornare a lavorare.

Il Comune aveva iniziato a confrontarsi con la categoria (che comprende anche Ncc e apecalesse) per cercare di sviluppare dei progetti di mobilità sostenibile che consentissero a taxi e resto del comparto di tornare, attraverso prezzi calmierati, quantomeno a smuovere gli incassi giornalieri dallo 0.

“Diamo un passaggio alla nostra dignità… Basta false promesse” lo slogan scritto in un lungo striscione bianco mostrato fuori dal Vermexio. Parole che delineano a chiare lettere l’umore della categoria che si è sentita scaricata dalla politica, anche a causa di una sentenza del Cga che tarda ad arrivare e che esaspera gli animi dentro Palazzo Vermexio.

I tassisti dopo una lunga serie di telefonate sono riusciti a concordare un incontro con il sindaco Francesco Italia, accolto con un caloroso quanto ironico applauso e al quale i conducenti dei mezzi volevano consegnare chiavi e licenze, un po’ come fatto un mese fa in una protesta simile dai ristoratori. Il sindaco ha accolto nella sala verde una rappresentanza della categoria per avere un confronto, durato un paio d’ore e in cui non sono mancati toni anche aspri da ambo le parti, per poi arrivare tutti a più miti consigli.

Ci sarà un nuovo incontro la prossima settimana, Cga permettendo, e in quel caso il sindaco ha già preso l’impegno di approfondire la finanziaria regionale – che prevede circa 10 milioni per taxi, Ncc e simili – aprendo un’interlocuzione con il governo regionale. Resta però l’idea di un primo segnale di tensione da parte di quelle categorie come i taxi per l’appunto, che sembrano uscire con le ossa rotte dall’emergenza sanitaria e che attendono risposte concrete e immediate da governo regionale, nazionale e a cascata enti locali.


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