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Siracusa, psicosi da Coronavirus: il decalogo delle “buone pratiche” per la prevenzione

Lavarsi spesso le mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce, pulire le superfici

Lavarsi spesso le mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol. Sono alcune delle buone pratiche generali consigliate nel decalogo stilato dal Ministero della salute come prevenzione in tema di Coronavirus.

Dopo la scoperta dei primi focolai in Lombardia e Veneto l’apprensione per il coronavirus è cresciuta a livelli esponenziali, sfociando in vere e proprie forme di psicosi collettiva. Sebbene la situazione richieda un costante monitoraggio, per ridurre ai minimi termini i rischi di contagio, può bastare seguire delle semplici regole. Il Ministero della Salute ha emanato un decalogo che contiene alcuni suggerimenti da applicare alla propria persona nonché alcune precisazioni in merito alla diffusione del virus.

1) Lavati spesso le mani

2) Evita il contatto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute

3) Non toccarti naso, occhi e bocca con le mani

4) Copri bocca e naso se starnutisci

5) Non prendere farmaci virali né antibiotici a meno che siano prescritti dal medico

6) Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcol

7) Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate

8) I prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi

9) Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus

10) Contatta il numero 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

All’iniziativa hanno aderito oltre alla Conferenza Stato Regioni e le Federazioni degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, delle professioni infermieristiche, dei farmacisti, dei veterinari italiani, Federfarma, la Federazione italiana medici di famiglia e molte società scientifiche


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