Il presidente del Consiglio comunale di Siracusa, Alessandro Di Mauro, interverrà con il sindaco Francesco Italia per sollecitare una maggiore presenza degli assessori durante le sedute dedicate al Question time. La presa di posizione arriva dopo le proteste sollevate in Aula dai consiglieri Alessandra Barbone, Paolo Cavallaro e Angelo Greco, che hanno contestato l’assenza dei componenti della Giunta e la conseguente impossibilità di ottenere risposte alle interrogazioni presentate. “Non è la prima volta che accade – afferma Di Mauro –. In passato lo stesso problema si era verificato con i dirigenti comunali. Come Presidenza avevamo trasmesso una nota e, in seguito a quell’intervento, siamo riusciti a ottenere la loro presenza in Aula”. Adesso il presidente intende affrontare la questione direttamente con il primo cittadino. “Sarà mia premura parlare con il sindaco per cercare di sensibilizzare gli assessori affinché partecipino alle sedute e forniscano le risposte richieste”.
Question time senza assessori, l’opposizione attacca. Di Mauro: “ho sollecitato”
Le nuove dichiarazioni di Di Mauro seguono quanto avvenuto durante l’ultima seduta, quando Barbone aveva parlato di una “mortificazione della democrazia”, richiamando il regolamento comunale e ricordando di attendere da mesi una risposta a un’interrogazione sull’incarico professionale relativo al Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Anche Cavallaro e Greco avevano criticato l’assenza degli assessori, evidenziando come una seduta senza interlocutori della Giunta rischi di privare il Question time della sua funzione principale: consentire ai rappresentanti eletti di ottenere risposte pubbliche e puntuali sull’attività amministrativa
Anche secondo il presidente del Consiglio comunale, il Question time non rappresenta un semplice adempimento formale, ma uno degli strumenti centrali attraverso cui l’aula può esercitare le proprie funzioni di controllo e confronto con l’amministrazione. “È un momento importante soprattutto per i gruppi di minoranza, che possono manifestare il proprio dissenso rispetto all’attività amministrativa e chiedere chiarimenti nell’interesse dei cittadini che rappresentano. Sottrarsi al dibattito non è una cosa che fa piacere a nessuno”. Il presidente sottolinea, però, che lo strumento non appartiene soltanto all’opposizione. Anche i consiglieri di maggioranza possono utilizzarlo per portare all’attenzione dell’amministrazione problemi e proposte provenienti direttamente dal territorio.
“Il Question time è un momento di riflessione per tutto il Consiglio comunale – prosegue –. Può servire anche ai gruppi di maggioranza per fare emergere attività dell’amministrazione o esigenze che partono dal basso, proprio attraverso il lavoro dei consiglieri”. Rimane tuttavia centrale il rispetto delle prerogative delle opposizioni. “Non presentarsi in Aula è sicuramente un gesto poco rispettoso nei confronti delle minoranze, che partecipano alla seduta per chiedere risposte sulla città e per conto dei cittadini”. E ora il presidente del Consiglio proverà a superare il problema attraverso un confronto con il sindaco.