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Siracusa, rappresentazioni classiche: sul tavolo l’ipotesi di spettacoli a luglio e agosto

La settimana prossima si riunirà il consiglio di amministrazione della fondazione

Far slittare l’inizio del festival al Teatro greco da maggio ai primi giorni di luglio, per poi completare la stagione alla fine di agosto. A questo pare stia lavorando la Fondazione Inda per il ciclo di spettacoli di quest’anno.

Anche se, in realtà, la voglia di ripartire, soprattutto nel mondo della cultura e degli spettacoli è tanta, stilare un calendario con le tragedie classiche al momento è veramente complicato causa Covid. Prevedere se sarà possibile fare o meno le rappresentazioni è quasi impossibile, ma immaginare di farle come ogni anno, con un teatro strapieno di persone, sembra un racconto utopico.

E probabilmente il motivo dello slittamento e del prolungamento del festival è proprio questo: far spostare i tempi confidando in una situazione più positiva per il mondo della cultura dal fronte dell’emergenza sanitaria, ma anche pensare al teatro in pietra per metà vuoto, e quindi con le distanze di almeno un metro tra spettatori, aumentando il numero delle repliche.

Bocche cucite al momento dalla fondazione Inda, un istituto che, da un lato, ha dovuto già subire la botta dello scorso anno, quando furono allestiti i posti a sedere solo nell’orchestra con pochissimi spettatori, ma dall’altro lato è pressato da un intero comparto turistico che spera in una boccata di ossigeno proprio negli spettacoli classici, dopo praticamente un anno in cui si stringe la cinghia. E allora bisogna programmare, o almeno ci si deve provare. E pare ci sia anche la piena condivisione del direttore del Parco archeologico di Siracusa, Carlo Staffile, ad autorizzare le rappresentazioni in piena estate. A tal proposito, la settimana prossima si riunirà il consiglio di amministrazione della fondazione. Da qui, forse, potrebbero venir fuori altre anticipazioni. E chissà se quest’anno la catarsi dei drammi laverà anche la malinconia post Covid, o sarà quest’ultimo a dire l’ultima.

QUI l’intervista a Staffile


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