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Siracusa, realizzazione del porto turistico Spero: la Soprintendenza verso il “no”

La Soprintendenza stamattina ha consegnato alla società un "preavviso di parere negativo" sul progetto definitivo del 2012

Sembra allontanarsi la possibilità per la società Spero di costruire il porto turistico “Marina di Siracusa” al Porto grande. Si è tenuta stamattina nei locali dell’ufficio Urbanistica di Siracusa la conferenza dei servizi per affrontare la vicenda Spero. Una conferenza convocata sulla base della sentenza del Cga del dicembre scorso in cui si accoglieva il ricorso della ditta e in cui si invitava la Soprintendenza a esprimere un parere motivato sul progetto definitivo del privato.

Insomma, l’ente di piazza Duomo oggi era richiamato a esprimere un parere sulla possibilità di realizzazione delle opere e oggi lo ha fatto, presentando una nota scritta in cui racchiude la propria posizione relativa al progetto definitivo del 2012. E la Spero si è riservata di valutare il “Preavviso di parere negativo”. Perchè di questo si tratta.

Una vicenda, quella del porto turistico che il privato vorrebbe far sorgere su via Elorina che ha una storia già particolarmente lunga. La società, il 15 luglio 2008 aveva presentato un’istanza di concessione demaniale marittima per la costruzione e gestione di un approdo turistico nel Porto grande di Siracusa, avendo conseguito l’approvazione del relativo progetto preliminare da parte della Conferenza dei Servizi, il 19 aprile 2011 aveva depositato il progetto definitivo dell’approdo.

Nella seduta del 30 gennaio 2012, però, in sede di esame del progetto definitivo nell’ambito della nuova Conferenza, mentre gli altri Enti avevano ribadito sostanzialmente il parere positivo già espresso sul progetto preliminare, la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa aveva invece disposto che il progetto dovesse essere integrato e modificato secondo dettagliate prescrizioni. Da qui tutto il progetto subisce uno stop fino all’ultima sentenza del Cga che impone una nuova conferenza dei servizi, rimescolando le carte. Forse per l’ultima volta.


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