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Siracusa, residence alla Pillirina. Il marchese di Gresy contro gli ambientalisti: “non siete capaci di dialogare”

"Sarebbe maturo il tempo del dialogo nel reale interesse generale ma non vi appartiene questa capacità, siete capaci di esprimere solo dei no processando le intenzioni, non siete all’altezza della storia, della cultura e delle illuminate tradizioni della vostra terra"

Il progetto del residence

Il ricorso di Legambiente sul residence da realizzare alla Pillirina invece del resort di lusso è arrivato in ritardo e il Tar di Catania lo ha rigettato condannando l’associazione ambientalista al rimborso delle spese. Legambiente ha deciso di ricorrere al Cga ottenendo il sostegno di Natura Sicula ritenendo la sentenza ingiusta. In tutto questo, quasi stupiva il silenzio del marchese Emanuele di Gresy, l’imprenditore che sta cercando di realizzare qualcosa (un resort, un residence) a Punta della Mola. Lui, certamente non noto per la calma e le dichiarazioni diplomatiche e concilianti, ha atteso qualche giorno prima di esprimersi e oggi ha deciso di esplicitare il proprio pensiero sulla vicenda.

Prima definisce Legambiente e Natura Sicula, “soggetti del terzo settore a forte caratterizzazione ideologica e politica che da anni e in maniera platealmente persecutoria insistono nel tentativo di esproprio proletario in danno degli interessi legittimi”, poi conferma di volersi difendere in ogni sede.

“Abbiamo sostenuto investimenti, non condotto speculazioni – dice rivolgendosi agli ambientalisti – Abbiamo proposto solo occupazione e sviluppo qualificato, opportunità per un territorio meraviglioso che necessita di tutele non di abbandono. Avremmo preferito incontrare interlocutori qualificati per migliorare le nostre proposte, anche alla vigilia dell’ultimo ricorso discusso lo abbiamo fatto proporre ai legali ma evidentemente non ne avete le capacità oltre che l’interesse. Il Tar si è recentemente pronunciato accogliendo il primo degli argomenti posti, come le norme prevedono, assorbendo in uno gli altri numerosi argomenti e non vi piace. Dispiace anche a noi e se questo servisse per corroborare le vostre azioni di finta tutela nella proprietà altrui, sappiate che sarete censurati, esattamente com’è recentemente accaduto alle pretese del consorzio Plemmirio, paradossali e ridicole, di transitare con propri mezzi sull’area archeologica soggetta vincolo. Sarebbe maturo il tempo del dialogo nel reale interesse generale ma non vi appartiene questa capacità, siete capaci di esprimere solo dei no processando le intenzioni, non siete all’altezza della storia, della cultura e delle illuminate tradizioni della vostra terra”.


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