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Siracusa, ritardi nella fornitura dei reagenti: in settimana arrivano dall’Olanda

I tamponi vengono attualmente spediti a Catania e Palermo per mancanza di reagenti: tra 48 ore circa situazione nuovamente nella normalità

Immagine di repertorio

Tamponi a rilento in tutta la Sicilia da qualche giorno. Il motivo è lo stesso di circa un anno fa: mancano i reagenti. L’Asp8 di Siracusa, in attesa che la Regione Siciliana riprenda con le forniture, si è attivata in autonomia per acquistare con carattere d’urgenza la fornitura del materiale. Arrivo previsto, dall’Olanda, intorno a metà settimana.

A causa del passaggio di consegne da una gestione all’altra per l’approvvigionamento dei kit diagnostici distribuiti alla Regione dal commissariato per l’emergenza Sars Cov2, si è infatti registrata la sospensione nell’invio delle scorte.

“È inaudito che per una provincia come quella di Siracusa – afferma la deputata regionale di Forza Italia, Daniela Ternullo – si debba parlare ancora di mancanza dei reagenti per le analisi dei tamponi. È un fatto grave e spiacevole, per il quale devono essere presi urgenti provvedimenti. Non basta per ovviare, che dallo scorso 31 marzo i tamponi siano spediti sia a Catania sia a Palermo, perché così i tempi si dilatano, rendendo impossibile rilasciare l’esito entro le canoniche 48 ore previste per legge. Ciò espone la cittadinanza a notevoli rischi perché lasciati in una sorta di limbo sanitario per via delle incertezze. Penso a chi è più esposto, come i dipendenti dei supermercati o di altre attività a diretto contatto con il pubblico. Non sapendo se e quando mettersi in isolamento, pregiudicano l’organizzazione lavorativa e amplificano i rischi per la salute collettiva. Intendo andare sino in fondo a tale spiacevole vicenda”.

In realtà però il problema non è solo siracusano ma, come detto, regionale. E anzi l’Azienda sanitaria – da quanto ci è dato sapere – avrebbe provveduto ad acquistare i reagenti. Nelle more, però, sta inviando i tamponi effettuati nei laboratori di Palermo e Catania per essere processati e lavorati con tempi di risposta inferiori alle 36 ore, come previsto dalle norme ministeriali.

Nessun disservizio e nessun allarme grazie alle azioni sostitutive, ma spetta alla Regione mettere una toppa nelle more che si ripristino le forniture per poter assicurare autonomia gestionale alle aziende sanitarie, almeno dal punto di vista dei controlli.

 

 

 

 


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