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Siracusa, “Rizzuto non ha rifiutato il ricovero, rimandato due volte a casa”: i legali della famiglia replicano al Dg Asp

Il direttore generale Ficarra aveva sottolineato come Rizzuto avesse rifiutato un primo ricovero, il deputato regionale Dipasquale e la famiglia non ci stanno

Calogero Rizzuto

“Non risponde al vero che, l’architetto Rizzuto abbia rifiutato il ricovero, anzi è vero l’esatto contrario. È stato rimandato a casa per ben due volte, nonostante i sintomi evidenti di un possibile avvenuto contagio! Testimoni qualificati diranno esattamente come sono andate le cose al Procuratore della Repubblica che sta seguendo il caso”. A parlare sono i legali della famiglia di Calogero Rizzuto (Giovanni Giuca e Salvatore Trombatore), deceduto due giorni fa in ospedale a seguito di alcune complicanze dovute anche al contagio da coronavirus.

La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo sulla morte del direttore del Parco archeologico di Siracusa, a maggior ragione dopo che il deputato regionale ragusano Nello Dipasquale, ha sollevato dubbi sui presunti ritardi pre ricovero dell’architetto. Il direttore generale dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, ha poi difeso l’azienda che dirige sottolineando come Calogero Rizzuto avesse rifiutato un primo ricovero.

La famiglia di Rizzuto, pur non preferendo celebrare i processi sui giornali in attesa delle risultanze delle indagini della Procura, tiene però a sottolineare alcuni dettagli affatto trascurabili ricordando l’intera gestione sanitaria della triste vicenda:

“L’architetto Rizzuto ebbe il primo contatto con la struttura sanitaria, preposta a fronteggiare l’epidemia da Coronavirus, il 4 marzo attraverso il suo medico di base che aveva presentato il “caso” (ben cinque giorni prima del primo tampone) e fu ritenuto inopportuno eseguire il tampone, nonostante il permanere della febbre a 38°c – si legge in una nota –. La febbre si era manifestata l’1 marzo e al sanitario responsabile fu data l’informazione del contatto, a Firenze, con i colleghi Coreani. La motivazione fu: non rientra fra i “casi stretti” previsti dalle linee guida nazionali”.

A questo punto la famiglia si chiede se non valesse la pena fare comunque un tampone, visto che sicuramente la tempestività avrebbe giovato, pur non avendo certezza dell’esito.

“I familiari, moglie e due figli, e lo stesso Rizzuto, sin da subito, si sono comportati con la consapevolezza e le precauzioni che lo stesso fosse come infetto – concludono gli avvocati difensori – Tutto ciò perché, opportunamente, consigliati dal medico di base. Nessuna persona che ha avuto contatti con l’Arch. Rizzuto è risultata positiva al Coronavirus. Neanche la moglie (negativa a due Tamponi già eseguiti), l’unica ad aver convissuto da sempre col marito. Comportamento encomiabile, esemplare che ha evitato una vera e propria epidemia alla comunità locale. Questo dimostra che il buon senso, spesso, vale più di tanti accertamenti diagnostici. La cosa triste è che Calogero non c’è più”.

Le dichiarazioni riportate dalla nota del direttore generale dell’Asp di Siracusa suscitano non poche perplessità anche nel deputato Dipasquale: “lasciando da parte le affermazioni sul presunto rifiuto del ricovero, del tutto infondate e sulle quali sarà l’autorità giudiziaria a fare luce, dopo l’azione che verrà intrapresa dai familiari, ritengo fuorviante leggere che, nella sua nota, il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Ficarra, addebiti l’esito della vicenda nefasta per il Rizzuto al suo rifiuto di ricovero – dice -. Anche se così fosse, i sanitari dovrebbero spiegare perché, in presenza di conclamati elementi di rischio, un paziente con sintomi chiari e con la segnalazione di precedenti contatti con persone provenienti dalla Corea, ancorché in attesa dell’esito del tampone per covid 19, venga non solo lasciato libero di rifiutare il ricovero ma non si adottino le necessarie misure del caso. Il direttore generale proverebbe a fare chiarezza ma mi permetto di dire che, invece, non aiuta in tal senso, adducendo particolari che, al fine di rassicurare la sua utenza, introducono elementi che saranno determinanti nel prosieguo delle indagini avviate. Sarebbe altresì interessante capire a chi si riferisce il Dg Ficarra quando invita gli operatori sanitari a lavorare con impegno, evitando di dare notizie parziali, fuorvianti e idonee a gettare ingiustificato allarme nella cittadinanza”.


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