Cultura

Siracusa, Sabato in via Mirabella va in scena lo spettacolo “Protesto”

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Dopo il sold out del debutto di fine novembre a Messina all’interno del cartellone “Atto Unico. Scene di Vita, Vite di Scena, “ProTesto” arriva a Siracusa, ospitato nel salone del I piano dell’ex-convento del Ritiro in via Mirabella (organizzazione generale di Elvio Amaniera). Lo spettacolo torna a Siracusa avvolto da una grande attesa, dopo la cancellazione per pioggia al San Giovannello Music & Drama Festival nel settembre scorso.

“ProTesto”, scritto e diretto da Auretta Sterrantino, con Claudia Marini e Lelio Naccari (musiche originali e tastiere di Filippo La Marca, chitarra e voce di Vincenzo Quadarella, scene e costumi di Valeria Mendolia, disegno luci di Elvio Amaniera, videografo Antonio Alfano, fotografo di scena Maria Laura Aureli), è la prima produzione targata QuasiAnonimaProduzioni.

Lo spettacolo è ispirato al libro “Il non-luogo rivoluzionario” di Vincenzo Quadarella presentato nel dicembre del 2012 a Siracusa nel salone Amorelli di Palazzo Greco dall’allora sovrintendente della fondazione INDA, Fernando Balestra. Il libro, rivela l’autore, nasce non da un’ispirazione ma da un’esigenza: “dare e darmi speranza. Anni di esperienza nell’ambito della politica e del volontariato mi hanno portato a guardare il mondo con altri occhi, occhi, se vogliamo, di bambino, e questo mi ha aiutato a chiarire e chiarirmi come stanno veramente le cose, primo passo per trovare soluzioni alternative“, dichiara Vincenzo Quadarella.

Andare o restare? Credere ancora che un mondo migliore sia possibile, tentare di ripartire da zero insieme agli altri o arrendersi e vivere la vita “come un vizio solitario”? Parte da queste domande, “ProTesto”, una pièce che porta in scena l’Io, la coscienza, ed insieme l’altro, il noi, il voi in una cruda analisi del nostro tempo in parole e musica.

La riscrittura ed elaborazione teatrale del libro, sfociata in ProTesto, realizzata da Auretta, seppur originale, rispecchia lo spirito del libro. Contestazione – protesta – analisi – proposta. Non potevo chiedere di meglio, perché trasformare un libriccino di filosofia politica in un’opera teatrale è veramente arduo” continua Quadarella.

ProTesto – dichiara la regista e drammaturga Auretta Sterrantino – vive di più linguaggi che transitano morbidamente dalla poesia alla forma dialogica forte e a tratti aggressiva, dalla musica alla pausa del silenzio. Tutta la pièce si muove in un’atmosfera simbolica che si sposta dal non-luogo rivoluzionario verso l’affermazione di un luogo vero e proprio, che diventa tale in quanto agito e ribalta i piani consentendo di mostrare il processo che porta dall’io e l’imprigionamento, verso il noi e l’apertura al mondo che ci circonda, verso la consapevolezza”.

Nella linea drammaturgica trovano spazio scritti di Platone, Seneca, Manzoni, Montale, Bufalino, Fromm, Russell, Kant, Rousseau e Zagrebelsky. Della stessa drammaturgia devono considerarsi parte integrante le parti musicali e i testi scelti tra quelli dei più impegnati cantautori italiani, da Fabrizio De Andrè a Giorgio Gaber, da Franco Battiato a Daniele Silvestri. Per un invito a protestare, a sollevare il capo e a usare il pensiero, la parole, la voce. Un invito all’azione. Un invito a difendere l’Uomo.