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Siracusa, scaduto il termine dato all’Ati idrico, possibile il commissariamento. Acquaviva chiede di velocizzare, ma Garozzo si dice sereno: “stiamo procedendo”

Un problema che riguarda non solo Siracusa ma anche Catania, Ragusa, Messina, Trapani e Palermo e che deriva da una serie di ritardi e scelte compiute da parte del governo regionale uscente che ha portato la Corte costituzionale a dichiarare incostituzionali alcune norme regionali

Sei mesi per redigere o aggiornare il Piano d’Ambito, scegliere la forma di gestione e avviare la procedura di affidamento del servizio idrico integrato pena il commissariamento dell’Ati. La circolare firmata dall’ormai ex assessore regionale Vania Contraffatto era dello scorso maggio… e scade esattamente oggi. Ma non succederà nulla. C’è un nuovo governo regionale che si sta insediando e per adesso non ci sarà alcun commissario. Ma è certo che bisogna fare più in fretta.

Lo sanno i sindaci Garozzo e Di Pietro, presidente e vice presidente dell’Ati, lo sa anche il consigliere comunale di Siracusa Alessandro Acquaviva, che chiede segni di vita dall’Assemblea territoriale idrica: “ora, in assenza di proroga si rischia il commissariamento delle Ati da parte del presidente della Regione Siciliana – ricorda – e, se inefficace, dopo 30 giorni del Ministero“.

Un problema che riguarda non solo Siracusa ma anche Catania, Ragusa, Messina, Trapani e Palermo e che deriva da una serie di ritardi e scelte compiute da parte del governo regionale uscente che ha portato la Corte costituzionale a dichiarare incostituzionali alcune norme regionali. E infatti il sindaco Giancarlo Garozzo si dice sereno: “l’assemblea è convocata per il 5 dicembre e l’iter per il piano d’ambito sta procedendo. I tempi tecnici non sono comprimibili e la nostra Ati è quella più operativa, mentre gli altri sono ancora fermi“.


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