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Siracusa, schede elettorali scomparse: Pippo Gianni autorizzato al sequestro conservativo di tutti i beni del dipendente del Tribunale

Un colpo davvero brutto, senza dubbio, per il dipendente del tribunale. Al quale Gianni lancia un'ancora di salvataggio: "dica la verità, dica come sono andate veramente le cose e io rinuncerò al sequestro. Altrimenti questa cifra, una volta recuperata, la spenderò, ma in beneficenza"

Il caso delle “schede elettorali scomparse” durante la tornata elettorale delle Regionali del 2012 torna a occupare le pagine di cronaca.

L’ex deputato regionale Pippo Gianni non è più tornato all’Ars dopo le mini elezioni regionali di Rosolini e Pachino che hanno premiato l’avversario Gennuso, ma la storia delle schede scomparse non gli è mai andata giù e attraverso il suo avvocato – Ezechia Paolo Reale, che l’ex parlamentare continua a ringraziare per l’interesse mostrato nella vicenda – si sta portando avanti una querelle giudiziaria arrivata a una svolta importante. La Regione si era già costituita parte civile nel processo a carico del dipendente del Tribunale di Siracusa accusato di aver ”occultato” e poi fatto ricomparire alcune delle schede elettorali relative alle elezioni del 2012 per il rinnovo dell’Ars. Determinando la ripetizione parziale del voto in nove sezioni tra Pachino e Rosolini.

La giudice della sezione penale Concetta Zimmitti nonostante il parere contrario del Pm ha autorizzato Pippo Gianni – in qualità di parte civile nel procedimento contro il dipendente – a procedere al sequestro conservativo dell’appartamento, delle somme e cose appartenenti all’imputato fino al raggiungimento della somma di 500 mila euro. Quindi la mancata percezione dell’indennità mensile di deputato Ars dal giorno della carica fino alla scadenza naturale della legislatura potrà essere ripagata attraverso la vendita dell’immobile e il sequestro dello stipendio, del Tfr e della pensione.

Un colpo davvero brutto, senza dubbio, per il dipendente del tribunale. Al quale Gianni lancia un’ancora di salvataggio: “dica la verità, dica come sono andate veramente le cose e io rinuncerò al sequestro. Altrimenti questa cifra, una volta recuperata, la spenderò, ma in beneficenza“.


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