La nuova ordinanza sulla ZTL di Ortigia finisce al centro della polemica politica. A intervenire è il capogruppo consiliare di “Insieme”, Ivan Scimonelli, che contesta le modalità di regolamentazione delle operazioni di carico e scarico merci, previste esclusivamente nei giorni feriali.
Secondo quanto stabilito dall’ordinanza n. 189 del 30 marzo 2026, infatti, le consegne non sarebbero consentite nei giorni festivi, lasciando – denuncia Scimonelli – “completamente scoperta la domenica e le altre giornate di maggiore afflusso”.
Nella sua nota il capogruppo di Insieme sottolinea come la misura risulti scollegata dalla realtà quotidiana delle attività economiche del centro storico. “È incomprensibile che nel cuore della stagione turistica – dice – si arrivi al paradosso di rendere impossibile perfino la semplice consegna del pane, del pesce fresco o delle forniture essenziali ai ristoranti di Ortigia nei giorni festivi”.
Per il consigliere, il provvedimento non terrebbe conto della natura stessa dell’isola di Ortigia, che nei weekend e nei festivi registra il picco di presenze turistiche e, di conseguenza, il maggiore fabbisogno di approvvigionamenti.
“Ortigia non è un museo chiuso la domenica – aggiunge – ma un centro storico vivo, con ristoranti, bar e strutture ricettive che lavorano soprattutto nei giorni festivi”.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di intervenire con urgenza. “Chiediamo una modifica immediata dell’ordinanza – prosegue Scimonelli -, introducendo finestre orarie dedicate al carico e scarico merci anche nei giorni festivi, con regole chiare e controlli, ma senza trasformare una misura di regolazione del traffico in un ostacolo insormontabile per chi lavora”.
Oltre al merito del provvedimento, Scimonelli solleva anche una questione più ampia legata al metodo con cui vengono adottate decisioni che incidono sul tessuto economico cittadino. “Continuare a governare temi complessi esclusivamente a colpi di ordinanza – conclude -, senza un reale confronto preventivo con residenti, categorie produttive e cittadini, rischia di produrre provvedimenti sbilanciati e difficilmente sostenibili nella pratica quotidiana”.
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