“Piena solidarietà ai professionisti ingiustamente denigrati da chi avrebbe invece il compito di tutelarli benchè pur non essendo dipendenti, lavorano in nome e per conto dell’azienda sanitaria”. A parlare sono il segretario provinciale Fp Cgil Franco Nardi e il responsabile Sanità Enzo Vaccaro. I medici – attraverso i segretari di Fimmg e Fimp – avevano chiesto misure di sicurezza per tutti gli operatori per affrontare l’emergenza coronavirus. E hanno inviato la propria nota all’Asp8 e per conoscenza al prefetto di Siracusa. L’azienda sanitaria ha rifiutato.
E non è piaciuta la lettera di risposta con la quale il direttore generale dell’Asp di Siracusa, che denota “tra l’altro una scarsa conoscenza sulla pericolosità della mancata fornitura dei Dpi ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai medici di guardia medica quali possibili veicoli dell’infezione, li accusa di scarsa collaborazione e di irresponsabilità“, aggiungono i sindacalisti, che chiedono al presidente dell’Ordine dei Medici (Anselmo Madeddu, che però è anche direttore sanitario Asp) di “manifestare una chiara e netta difesa dell’onorabilità della categoria che rappresenta”.
Eppure ieri sera, con una nota indirizzata a tutte le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria e non e del comparto, il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra – proprio assieme ai direttori sanitario e amministrativo Anselmo Madeddu e Salvatore Iacolino – si rimette al senso di responsabilità richiesto in questo momento di grande emergenza, invitando tutti a prendere atto con oggettività della carenza di dispositivi di protezione individuali, problematica che investe tutto il territorio nazionale. Contestualmente rivolge un caloroso plauso, consenso e riconoscimento a nome dell’Azienda, a tutti gli operatori della sanità che stanno rendendo, in un momento così emergenziale e faticoso, encomiabile impegno e sacrificio.
“Continuano a pervenire lettere di proteste inerenti la mancanza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori dell’Azienda – scrive la direzione strategica aziendale – che, come è noto, rappresenta un dato oggettivo che investe tutto il territorio nazionale. Come si evince da tutte le testate giornalistiche, nonché nell’ultimo decreto legge 18 del 17 marzo 2020 in ordine alle “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’esigenza epidemiologica da Covid-19”, gli articoli 5,15 e 16 dettano le ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori della collettività, stante “l’inadeguata disponibilità”. Ad oggi, in un momento così complesso per tutta la sanità, l’Asp di Siracusa ha cercato in tutti i modi e continua a farlo, di assicurare presidi di protezione a garanzia della sicurezza di tutti gli operatori sanitari”.
Ma alla Cgil non basta. E infatti annuncia la presentazione di un esposto all’Autorità Giudiziaria per la violazione del Testo unico sicurezza sui luoghi di lavoro da parte del Direttore Generale dell’Asp di Siracusa, per non aver ancora adottato tutte le misure ed in particolare fornito ai propri dipendenti i dispositivi di protezione, come sancito nel documento di valutazione dei rischi dallo stesso approvato in qualità di datore di lavoro e manifesta all’assessore alla Salute la preoccupazione “per l’incomprensibile comportamento del Direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa, della quale chiede l’immediato commissariamento anche in ragione della mancata nomina del Direttore del Dipartimento per l’assistenza territoriale a cui è deputata la gestione dei rapporti con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici della guardia medica che, seppur riconoscendo la priorità data agli operatori delle strutture di emergenza ospedaliere”. Un pensiero poi agli operatori del 118 a cui va il ringraziamento di tutta la Cgil, “svolgono senza alcun dubbio una meritoria azione di contenimento alla diffusione del contagio per la particolare relazione interpersonale con i propri assistiti”.
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