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Siracusa: Scoperto Traffico Illegale di Reperti Archeologici. La Vendita Tramite E-Bay

Nel mercato globale utilizzavano il sito e-bay per la vendita all’asta di reperti archeologici. A scoprirli sono stati i carabinieri di Siracusa – sezione per la Tutela del Patrimonio Culturale – un gruppo specializzato dell’arma che si occupa del patrimonio artistico del nostro territorio.

Un’asta on line dove venivano proposte monete greco-romane, suppellettili fittili, punte di frecce ed altri reperti. Difficile quantificare il valore dei reperti ritrovati perché il prezzo variava in base all’offerta d’asta, così come è in uso su e-bay.

A volte i venditori non conoscevano la rarità delle monete proposte, alcune delle quali fra quelle ritrovate sono di doppio conio – una incisa sopra l’altra – .

Quattro persone incensurate, 3 siracusani ed un messinese, ora dovranno rispondere alla magistratura del loro commercio nato dal saccheggio dei siti archeologici siciliani.

Dalla ricerca sul web è scattata l’operazione dei Carabinieri che ha portato alla scoperta di questo vasto mercato clandestino ed alla perquisizione in casa delle quattro persone dove sono stati ritrovati e requisiti diversi reperti: collezioni di monete, vasi in materiale fittile, punte di frecce ed anche un metal detector, strumento utile perla ricerca e l’identificazione del ferro nel terreno.

“La competenza dell’Arma dei carabinieri – ha detto il Procuratore Ugo Rossi durante la conferenza stampa – è riconosciuta a livello internazionale. Noi siamo un Paese d’arte e la Sicilia è particolarmente ricca di siti soggetti a furti da parte dei cosiddetti “tombaroli”, a ricettazioni e quant’altro fa parte del sottobosco alternativo. La sezione specializzata dell’Arma, per il tramite del suo sito (www.carabinieri.it) con tre milioni di files e 40 Anni di archiviazione è in grado di far conoscere a quanti interessati al mercato d’arte se un oggetto è di provenienza illecita o no”.

“Aggiungo inoltre – ha detto il Comandante Provinciale dei Carabinieri Massimo Mennitti – tutti coloro che hanno beni significativi di legittima provenienza, quadri ed opera d’arte in genere, di fotografarli così che se dovessero essere rubati si avrebbe una descrizione completa e dettagliata da mettere on line per proteggersi e proteggere gli eventuali acquirenti”.

“Il danno più grave – ha aggiunto Giuseppe Guzzardi, dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali – è rappresentato dalla decontestualizzazione dei reperti che sono stati estrapolati dal loro contesto e non ci forniscono quelle informazioni in più per capire meglio la storia del nostro territorio”.


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