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Siracusa, Seppellimento di Santa Lucia: Ficara (M5S) incontra i vertici del Fec

Insieme ai vertici del Fec, come dichiarato dal parlamentare a 5Stelle si è convenuto sulla necessità di attendere la relazione finale dei tecnici dell’Icr

Il parlamentare siracusano Paolo Ficara (M5s) ha incontrato ieri mattina a Roma, al ministero dell’Interno, i vertici del Fondo Edifici di Culto (Fec). Con lui anche il sottosegretario Sibilia. “Abbiamo chiaramente discusso del Caravaggio di Siracusa, il Seppellimento di Santa Lucia. I temi principali sono stati quelli della manutenzione del dipinto, della sua valorizzazione sul territorio e di una corretta fruizione dell’opera che ha bisogno di definitiva collocazione”, spiega al termine il pentastellato Ficara.

Insieme ai vertici del Fec, come dichiarato dal parlamentare a 5Stelle si è convenuto sulla necessità di attendere la relazione finale dei tecnici dell’Icr. Secondo quando appreso a Siracusa i tecnici del restauro avrebbero constatato il discreto stato di salute del dipinto che non necessiterebbe di un corposo restauro ma solo di qualche piccolo “ritocco”.

Una relazione che andrà letta con la massima attenzione, per poi arrivare alle opportune conclusioni. Quello che interessa – dice Paolo Ficara (M5s) – è che l’opera riceva quella manutenzione di cui pare aver bisogno. E le prime indicazioni paiono confermare la volontà dell’Istituto del Restauro di procedere in breve tempo nel laboratorio di Roma”.

Sul prestito a musei ed altro, il Fec fornirà subito dopo le sue indicazioni. “La nostra richiesta, non solo politica, ma di buon senso, è che Il Seppellimento non lasci Siracusa in alta stagione turistica – spiega Ficara -. In ogni caso, quello che a noi interessa, e lo abbiamo fatto presente, è che si realizzi la teca protettiva insieme a decisioni chiare e pubbliche sul futuro del Caravaggio di Siracusa. Un ragionamento serio sulla sua valorizzazione turistica che non può prescindere dalla collocazione finale dell’opera, garantendo le opportune misure di sicurezza. E questo ragionamento non può che avvenire a Siracusa. E’ nostro parere che la Prefettura debba essere la sede ideale per la stipula di un patto per il Caravaggio a cui debbono contribuire realtà come la Diocesi, la stessa chiesa di Santa Lucia Extra Moenia, la Soprintendenza, il Comune ed ovviamente il Fec“.

Intanto SiciliAntica, presente alla conferenza del Maniace indetta dal Mart e tenuta lo scorso 24 giugno nella sala ipostila del Castello Maniace, ha ribadito il proprio giudizio negativo rispetto alle operazioni di prestito del Caravaggio. L’associazione era presente fra gli invitati al dibattito per via di una lettera che fra il 13 e il 14 giugno era stata spedita a Rovereto, raggiungendo diversi destinatari, fra gli organi dirigenziali del Mart e le figure istituzionali del territorio; una “lettera aperta di un’associazione culturale” in cui si raccontava l’idea di poter sostituire il prestito della tela aretusea attraverso l’utilizzo della tecnologia applicata ai beni culturali, ovvero facendo ricorso alla realtà immersiva e virtuale. Un appello, insomma, alla possibilità di istituire un dialogo fra le parti, in cui fosse possibile dare voce anche all’associazionismo.

Durante la conferenza stampa – dicono il presidente regionale e quello provinciale, Simona Modeo e Luana Aliano – abbiamo espresso con chiarezza le motivazioni di un diniego, recitando uno degli articoli contenuti nella mission statuaria della nostra associazione: battersi per la tutela dell’equilibrio nel rapporto fra la Comunità e il suo Passato. L’importanza del legame intercorrente fra le comunità di riferimento e il patrimonio artistico con cui si condivide l’alveo urbano ci ha spinto e motivato ad accogliere e far nostra la sensibile e preoccupata voce che si è sollevata dalla società aretusea. Forse poco importa che sia una voce anche “non tecnica e informata scientificamente”. Noi riteniamo che in un paese come il nostro, ad alta vocazione culturale e con un patrimonio artistico fra i più ricchi, sia necessario curare e promuovere il senso di appartenenza culturale; uno dei primi passi fondamentali per il rilancio identitario delle città, in corsa verso una spersonalizzazione sempre più alienante. Il Seppellimento di Santa Lucia ai nostri occhi, concretizza quanto raccontato. E’ un’opera straordinariamente prossima alla comunità, capace di far provare un sentimento identitario, di appartenenza e in quanto tale, riteniamo sia doveroso da parte dei grandi attori culturali e politici di tutti i livelli, ascoltare e comprendere.”


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