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Siracusa, Seppellimento di Santa Lucia. Granata: “uno scambio culturale e non più prestito”

"Per i tre mesi della Mostra del Caravaggio a Rovereto, abbiamo ottenuto in cambio una grande Mostra sul 900 italiano"

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’assessore ai Beni culturali Fabio Granata sulla vicenda del Seppellimento di Santa Lucia:

“Ritengo opportuno intervenire pubblicamente, e spero per l’ultima volta, sulla complessa vicenda Caravaggio, chiarendo in premessa che l’unica questione sulla quale non accetto lezioni ne tantomeno allusioni riguarda  la rigorosa osservanza di tutti i passaggi di trasparenza e legittimità su questa come sulle complessive vicende pubbliche delle quali ho il dovere di occuparmi: la mia storia personale e i 15 anni trascorsi sotto scorta testimoniano meglio di qualsiasi parola il mio attaccamento a valori non negoziabili, valori da altri spesso solo declamati. Veniamo alla vicenda:

Il Mart, il Fec (proprietario del quadro), la Regione Siciliana (titolare della tutela), la Provincia Autonoma di Trento e il Mart, prestigioso Museo pubblico che ha promosso l’evento, da molti mesi lavorano su un complesso progetto culturale sul quale l’amministrazione della città ha avuto solo recentemente consapevolezza.

I primi, e i soli insieme alla Soprintendenza, a porre la necessità dell’intervento dell’Istituto superiore del restauro, la più alta autorità mondiale in materia, al fine di comprendere lo stato di salute del dipinto, siamo stati io e il sindaco della Città, in perfetta unità d’intenti e sintonia. Abbiamo anche più volte sottolineato che, pur non avendo la proprietà e la competenza diretta sul dipinto, avremmo preteso, come garanti del Patrimonio cittadino, che il restauro si effettuasse  prima dell’eventuale prestito e che si certificasse da parte della più importante istituzione al mondo in tema di Restauro, il nostro Istituto Superiore Centrale per il Restauro, la eventuale trasportabilità del quadro.

Il sindaco Francesco Italia, come sempre, ha svolto e sta svolgendo un encomiabile ruolo di rappresentanza degli intessi diffusi della Città e anche delle preoccupazioni dei cittadini. Io, da assessore alla Cultura dotato, mi si concederà almeno questo, di una certa esperienza, ho deciso di  occuparmi della  “convenienza culturale” della eventuale operazione per la Città, visto che la  realizzazione del progetto  non dipendeva in alcun modo dalla mia volontà e dalla mia competenza.

In questa logica ho preteso che nel periodo di eventuale assenza del quadro, che la città avesse in cambio una prestigiosa mostra con capolavori del 900 italiano, custoditi al Mart in una collezione di valore mondiale. Inoltre abbiamo richiesto che la copia, non uguale ovviamente a nessuna di quelle già in nostro possesso come qualità e perfezione, poiché realizzata con una tecnica di assoluta avanguardia, fosse donata alla città.

Dopo un accuratissimo lavoro di alcuni giorni, l’Istituto centrale del restauro ha certificato che il dipinto può essere trasportato e che sarebbe opportuno si sottoponesse a una sofisticata tipologia di  restauro che può esser effettuata solo presso la sede dello stesso Icsr a Roma. A questo punto possiamo solo prenderne atto ma non abbiamo desistito sulle richieste precise in termini di garanzia, di scambi e opportunità per la città. Abbiamo avuto dal Mart impegni precisi sia sulla copertura dei costi del Restauro che sulla realizzazione o di una eventuale teca protettiva o di un professionale e avanzato sistema di allarme per la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, alla Borgata.

Da assessore alla Cultura della città di Siracusa quindi non nascondo, qualora l’operazione (sulla quale, ripeto, non abbiamo alcun potere decisionale come amministrazione cittadina) andrà in porto, la soddisfazione almeno per i vantaggi che potrà averne la città. Infatti ci consentirà  di collocare il dipinto restaurato e protetto  lì dove è stato concepito e cioè alla Borgata, consentendoci cosi di puntare a un altro elemento (potentissimo) di rigenerazione sociale e di recupero del Borgo di Santa Lucia  attraverso anche (non solo) la spinta poderosa della presenza del Caravaggio, facendo così del Borgo meta turistica conclamata.

Auspichiamo in quel caso che il personale della Diocesi, che si è già “formato sul campo” alla Badia, se lo richiederà, possa essere trasferito alla Borgata per collaborare alla nuova valorizzazione dell’inestimabile dipinto. Nello stesso tempo e finalmente, libereremo alla vista il preziosissimo Guinaccia, capolavoro assoluto, della chiesa di Santa Lucia alla Badia, sacrificato da tanti anni dalla scelta incredibile e folle di lasciarlo sull’Altare nascosto sotto il Caravaggio.

Come già accennato prima, per i tre mesi della Mostra del Caravaggio a Rovereto, abbiamo ottenuto in cambio una grande Mostra sul 900 italiano (parliamo di De Chirico, Savinio e altri) che certamente rappresenterà elemento di crescita culturale e attrazione turistica. Infine rafforzeremo i rapporti culturali con la città di Paolo Orsi( Rovereto) e con il più grande Museo italiano di arte moderna e contemporanea.

Il tutto senza un euro di spesa per il nostro Comune e senza avere, lo ripeto per l’ultima volta, potere e competenza alcuna per bloccare il progetto che solo grazie a me è diventato scambio culturale e non più prestito. Ritengo quindi che l’operazione culturale sia  di grande respiro per la città. Per il resto ho grande rispetto per chi la pensa diversamente, ma sulla base della verità dei fatti e a condizione che il rispetto sia reciproco”.


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