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Siracusa, sfida a due per la segreteria provinciale del Partito democratico: Adorno e Giuca i candidati

Salvo Adorno non è il candidato unico alla segreteria del Partito democratico, a sfidare il professore sarà l'avvocato Giovanni Giuca

Adorno e Giuca

Sorpresa! Salvo Adorno non è il candidato unico alla segreteria del Partito democratico. Docente di Storia contemporanea all’Università di Catania, Adorno è stato consigliere comunale dal 1994 al 1999, presidente della Società siracusana di Storia patria dal 2000 al 2009, ha ricoperto la carica di segretario cittadino dei DS e di presidente dell’assemblea provinciale del Pd.

È dalle dimissioni dell’allora segretario Alessio Lo Giudice che si discute del rinnovo dei vertici e Adorno fin dall’inizio è considerato favorito. Così tanto da ipotizzare una sola candidatura alla segreteria provinciale, a maggior ragione dopo la fuoriuscita di Giovanni Cafeo e Giancarlo Garozzo con i renziani in Italia Viva. E invece, forse un po’ a sorpresa appunto, spunta un secondo nome.

Giovanni Giuca, avvocato, ex sindaco di Rosolini e candidato alla Camera alle ultime elezioni Politiche, ha deciso di rappresentare i delusi della provincia per cercare di lasciarsi alle spalle un partito prettamente “siracusanocentrico”, che dopo i numeri certamente fallimentari del tesseramento dovrà provare a risollevarsi, magari puntando sui territori.

In ogni caso questo è solo un primo passaggio che porterà ai congressi di circolo entro l’8 marzo, mentre per la presentazione delle liste a sostegno dei candidati ci sarà tempo fino al 16 marzo, in vista del congresso regionale e di quelli provinciali che si terranno i primi giorni di aprile. Una piccola campagna elettorale all’interno di un’altra – quella delle amministrative di Floridia e Augusta – che determinerà il futuro proprio di due importanti territori della provincia.

E sarà curioso vedere anche il rapporto e l’atteggiamento tra i due sfidanti durante questi mesi. Anche se i personaggi non sembrano affatto dediti ai litigi (non lo era nemmeno il predecessore) e il partito sembra essersi indebolito lasciando una pezzo di recente passato andar via con Italia Viva.


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