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Siracusa, si riqualifica via Giarre, pini abbattuti. L’architetto e gli ambientalisti: “fermatevi”. L’assessore: “insostenibili e pericolosi, li rimpiazzeremo”

Il Comune ha deciso di riqualificare la strada e di ricostruire i casotti che ospitano le attività commerciali del mercato

Tutti a difesa dei pini di via Giarre. Il Comune ha deciso di abbattere i 40 alberi durante i lavori di manutenzione straordinaria della strada, in cui giornalmente ormai da anni si tiene il mercato rionale, ma c’è chi interviene per criticare tale scelta, mentre l’assessore Giuseppe Raimondo la difende stupendosi di tanto clamore.

L’ex assessore Giusy Genovesi, architetto urbanista, parla della pineta di via Giarre e Grammichele, cuore del quartiere ex Ina, “di memoria ottocentesca, uno dei segni principali del piano urbanistico di Santa Panagia, il segno, dalla matita alla realtà, dell’esigenza di dare forma e qualità al nuovo quartiere popolare del 1958, vincitore del concorso nazionale e storicamente antesignano di un nuovo modo di progettare e realizzare alloggi popolari nell’Italia del dopoguerra”. E aggiunge: “è la più ampia dimostrazione di una città incapace di leggere i segni perduranti e distintivi della propria storia urbana più recente, di una città sicuramente non matura a recepire il cambiamento tanto agognato e richiesto oggi alle pubbliche amministrazioni dall’Europa post pandemica. La nostra città non si dimostra all’altezza della sfida, al di là di progetti e finanziamenti richiesti o assegnati, la nostra città non è all’altezza di realizzare né tanto meno di gestire il suo patrimonio arboreo, neanche quando quel patrimonio, già prezioso di suo, appartiene alla storia dell’architettura italiana”.

L’ex assessore della prima Giunta Italia chiede di fermare i lavori. Ma sarebbe già troppo tardi, essendo quasi completata l’opera di demolizione dei pini, e ricorda come già nel 2019 propose al sindaco e al Consiglio comunale la necessità di affidare un incarico di consulenza specialistica all’Università di Catania o a un arborista esperto al fine di poter valutare su base scientifica il reale stato di salute degli alberi di via Giarre e come intervenire per scongiurarne, nel caso fosse stato possibile, l’abbattimento affinché si potesse pervenire ad una soluzione ottimale per i cittadini residenti, tutelarne le case e tutelarne il benessere psico fisico offerto dal viale alberato. Alla proposta non fu dato seguito. “Non siamo pronti, semplicemente non siamo maturi per poter prenderci la responsabilità di decidere scientemente, di chiedere una consulenza specialistica sugli alberi, come la si chiede per una questione legale o finanziaria – aggiunge – Gli alberi, come i botanici, non sono importanti, vengono dopo, sempre dopo, in fondo non sono così necessari, sono semplicemente alberi, sacrificabili per un fine più importante… peccato che la scienza dica tutt’altro e che il mondo vada da tutt’altra parte rispetto a noi”.

Un’aiuola larga più di 10 metri ospita, o meglio ospitava, un doppio filare di pini delle specie pinus pinea e pinus halepensis, di età superiore ai 50 anni che vennero piantumati tanti anni fa per migliorare il decoro, e le condizioni ambientali e climatiche dell’area e che ha garantito per molto tempo un adeguato ombreggiamento.

“Pensare di difendere alberi piantati quando qui una volta era tutta campagna, quando non c’era questa concentrazione urbanistica, quando Siracusa non si era ancora sviluppata in questo modo e ipotizzare di mantenerli senza tener conto di asfalto deformato, rischi di caduta, problemi per gli abitanti e per i commercianti… ecco, è una stupidaggine – la replica dell’assessore alla Forestazione urbana, Giuseppe Raimondo – Non trovo altri termine per definire polemiche tanto inutili a maggior ragione se partono da un ex assessore come Giusy Genovesi che dovrebbe conoscere, anche in quanto architetto, i vari disagi lamentati dai cittadini. Non sa, invece, che proprio i Vigili del Fuoco di Siracusa hanno chiesto un intervento urgente e risolutivo per venire incontro ai rischi caduta dei pini che avrebbero potuto causare un serio problema di incolumità pubblica. Rimpiazzeremo i pini con altri alberi ad alto busto con apparati radicali meno invasivi. A Siracusa negli anni sono stati piantati alberi senza alcun criterio logico, né tanto meno di sostenibilità. La sostenibilità non è solo una bandiera da sventolare ma un criterio che deve guidare l’azione dell’amministrazione. Mantenere i pini esistenti non è sostenibile da alcun punto di vista. Non è certamente sostenibile se si vuole davvero rigenerare quei luoghi; quel mercato che stava lentamente morendo, quelle baracche inguardabili, quelle case con i muri squarciati a causa delle radici”. 

Il Comune quindi ha deciso di riqualificare la strada e di ricostruire i casotti che ospitano le attività commerciali del mercato.

“Condividiamo questa scelta – si legge in una nota del Comitato Aria nuova – ma ci chiediamo se sia necessario procedere all’abbattimento degli alberi, per sostituirli con altre alberature più giovani, con ulteriori costi di manutenzione e con la perdita dei benefici di un’intera e maestosa pineta. La presenza degli alberi non è in contrasto con il mercato, anzi lo rende più accogliente. Tuttavia, nel corso del tempo il mercato è divenuto sempre più grande, per rispondere alle esigenze del quartiere, e le bancarelle hanno invaso l’aiuola alberata con piattaforme di calcestruzzo e l’hanno trasformata in un passaggio pedonale fra le bancarelle. Quest’uso improprio del suolo ha danneggiato gli alberi”. Gli apparati radicali degli alberi hanno sollevato l’asfalto della strada, dunque un intervento era necessario, ma per il comitato esistono soluzioni alternative, a partire da un’attenta manutenzione ordinaria.

“Stupisce che chi progetta (e chi approva) gli interventi pubblici a Siracusa dimostri di disconoscere le più elementari funzioni ambientali ed ecosistemiche offerte dagli alberi, come la produzione di ossigeno e la cattura di anidride carbonica, e il loro contributo sempre più importante per mitigare gli effetti deleteri sulla salute pubblica provocati dall’innalzamento delle temperature estive. Senza contare poi che il verde pubblico, che non ha caso è un diritto riconosciuto ai cittadini, rende vivibili e gradevoli aree altrimenti desolate – si legge ancora – L’intervento che si sta realizzando oltre che drastico, ignora tutte le opzioni scientifiche che l’esperienza del settore della manutenzione del verde pubblico offre in materia in alternativa all’estirpazione, quali, ad esempio, la messa in opera nel sottosuolo di tubazioni drenanti capaci di garantire gli scambi gassosi nel terreno nonché l’utilizzazione di pavimentazioni drenanti in sostituzione dell’asfalto. Il costo dell’intervento di abbattimento, di per sé già elevato potrebbe venire compensato da un intervento alternativo ancora possibile, ovvero l’eliminazione dell’asfalto, l’eliminazione dei basamenti in calcestruzzo, il mantenimento della larghezza dell’aiuola e tagli selettivi e mirati, non indiscriminati degli alberi”. Gli ambientalisti chiedono al Comune di sospendere i lavori e di condurre una rapida verifica mediante uno studio specialistico – anche affidando l’incarico di una perizia alla Facoltà di Agraria dell’Università di Catania – al fine di valutare soluzioni alternative che salvaguardando questo piccolo patrimonio per la città possano garantire la riqualificazione della strada e la sicurezza di tutti. Troppo tardi.


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