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Siracusa, SiciliAntica si unisce al coro di no sul resort di Ognina

"SiciliAntica è disposta fin da ora a fare muro con le altre associazioni che vorranno impedire che un colosso di cemento, privo di identità, l’ennesimo nonluogo insomma, cancelli le antiche vestigia di una millenaria civiltà e ne deturpi la bellezza paesaggistica”

Anche SiciliAntica di Siracusa, attraverso le parole della presidente Rosalia Giangreco, interviene per dire no al progetto di realizzazione del Resort a Ognina, che domani si appresta alla prima conferenza dei servizi.

“Posto che il Piano paesaggistico sottopone l’area in questione a un vincolo di tutela tale (livello 3 e 2) che non consente alcuna edificazione, e considerate le chiare emergenze archeologiche, che fanno di Ognina sub divo e sottomarina un palinsesto a cielo aperto, si assiste periodicamente a tentativi reiterati di alcune multinazionali che insistono a volere presentare progetti impegnativi irrealizzabili – si legge in una nota – L’intera zona del pianoro è stata utilizzata sin dalla preistoria, prima a scopo difensivo, poi durante l’età del bronzo per finalità cultuali e funerarie, infine in epoca romana con l’installazione di fornaci per preparare la calce, oltre alle cave d’estrazione del calcare in uso fino all’epoca bizantina. Per non parlare del fondale marino custode di numerosi relitti, a riprova dell’intensa attività commerciale in transito nell’area dal VI secolo a. C e fino al VI d.C., oggetto d’indagine già dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Ultimo angolo di Siracusa sfuggito alla cementificazione selvaggia, ecomuseo naturalistico in cui campeggia la macchia mediterranea, dovrebbe ora essere sacrificato per ospitare un complesso turistico alberghiero di lusso con annesso campo da golf a 18 buche e tanto di villette. Un’interessante operazione economica da realizzare altrove, non qui. Un progetto così ponderoso potrebbe vedere la luce in altri luoghi maltrattati dall’industrializzazione del Novecento, la cui bonifica e riqualificazione rappresenterebbe un volano per nuove attività produttive. SiciliAntica è disposta fin da ora a fare muro con le altre associazioni che vorranno impedire che un colosso di cemento, privo di identità, l’ennesimo nonluogo insomma, cancelli le antiche vestigia di una millenaria civiltà e ne deturpi la bellezza paesaggistica”.


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