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Siracusa, sit-in contro il prestito del Caravaggio. Giansiracusa: “La città disposta a pagare interventi sull’opera”

Ieri, durante un vertice in Prefettura, anche sindaco e Curia hanno espresso parere contrario

“Un gruppo di imprenditori pronti a finanziare interventi sul Seppellimento di Santa Lucia”. Questa la notizia annunciata, questa mattina, dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa, durante una piccola manifestazione per dire “no” al prestito del Caravaggio al Mart di Rovereto, davanti la chiesta di Santa Lucia alla Badia.

Quello di questa mattina, seppure un sit-in poco partecipato, non è il primo in città per difendere un’opera d’arte. Basti pensare allo scorso anno quando, sempre il professor Giansiracusa, aveva organizzato la manifestazione di protesta per il prestito dell’Annunciazione di Antonello da Messina (conservata al museo Bellomo) per una mostra a Palermo. Sotto una battente pioggia, il quadro fu caricato su un piccolo carrellino e trasportato via. “Perchè queste cose succedono solo a Siracusa? – chiede provocatoriamente Giansiracusa – E’ normale che la città si vede costretta a scendere in piazza per difendere un dipinto che appartiene alla cultura e alla fede locale?”.

Ribadito il concetto identitario del Seppellimento di Santa Lucia, già sottolineato dalla Curia e dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, presente ieri ad un vertice in Prefettura. Una posizione, quella del primo cittadino, decisamente inaspettata, dopo che l’assessore comunale, Fabio Granata, ha più volte espresso parere positivo per il prestito dell’opera. Il motivo del cambio di marcia è da ricercare nelle mutate condizioni di richiesta del dipinto, a seguito della relazione del tecnici dell’Istituto centrale che hanno smentito le voci di un necessario restauro sul Caravaggio.

Su questo piano era stata giocata la partita del trasferimento da Vittorio Sgarbi, direttore del museo, il quale aveva offerto circa 300mila euro per un restauro completo (dichiarato dai tecnici non necessario e addirittura controproducente). E proprio sullo stesso piano, studiosi e cittadini giocano la contropartita per una logica che suona più o meno così “i soldi per gli interventi li abbiamo anche noi, non c’è motivo di fare viaggiare il Caravaggio”.

Una voce che si unisce al “no” espresso anche dagli ex consiglieri comunali che hanno firmato un documento per chiedere al primo cittadino di tenere nel capoluogo l’opera, e anche dalle associazioni del Patto civico per Caravaggio (Italia Nostra Sicilia, SiciliAntica, BCSicilia Regionale, Ortigia Sostenibile, Dracma, Amici del Caravaggio).

La sensazione, però, che i giochi siano già stati fatti è sempre più forte.

Il fronte dei “no” però si allarga sempre più: “Abbiamo l’impressione che qualcuno abbia già disegnato e programmato il futuro del Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio, al di là di una diversa volontà espressa dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, a nome della città. L’opera del Caravaggio, lo ripetiamo e condividiamo la scelta del sindaco Italia e di quanti manifestano in tal senso, deve restare a Siracusa, dove, se necessario, deve essere effettuato eventuale restauro, guardando sempre all’obiettivo di una sua definitiva collocazione nella sua sede naturale, la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro alla Borgata” – dicono i coordinatori regionali di Base Riformista PD, Carmelo Miceli, e Paolo Amenta, Vice Presidente di AnciSicilia, nonché Presidente provinciale del PD e responsabile dei Riformisti democratici di Siracusa.

“Il Seppellimento di Santa Lucia, deve restare a Siracusa e continuare ad essere ammirato da migliaia di visitatori e turisti provenienti da tutto il mondo” – concludono i due


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