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Siracusa, smilitarizzare l’area di via Elorina: sì del sottosegretario Mulè, ma a un patto

Al netto delle varie dichiarazioni d’intenti (o di ruolo), l’impressione è che oggi si siano poste le basi per un vero dialogo costruttivo tra le varie anime che mirano a un futuro diverso da quello esclusivamente militare dell’area

Sì a una possibile smilitarizzazione dell’area di via Elorina (o a parte di essa) ma solo a patto che l’amministrazione comunale presenti al ministero un progetto concreto per la riqualificazione e la valorizzazione dell’area. Questo in sintesi quanto emerso stamattina all’idroscalo De Filippis dall’incontro tra il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, del Generale Michele Caccamo (capo della task force per la valorizzazione degli immobili), con le organizzazioni datoriali, la deputazione regionale e nazionale e il comitato che chiede la smilitarizzazione dell’area.

Un lungo dibattito in cui l’esponente del Governo ha chiaramente definito la propria parte di “mediatore” tra la volontà cittadina e le necessità militari. Al netto delle varie dichiarazioni d’intenti (o di ruolo), l’impressione è che oggi si siano poste le basi per un vero dialogo costruttivo tra le varie anime che mirano a un futuro diverso da quello esclusivamente militare dell’area. E anche il sottosegretario Mulè, facendo riferimento al Governo di larghe intese e alla possibilità di attingere a risorse straordinarie come quelle del Pnrr ha affermato che “oggi tutti i pianeti sono allineati”. Insomma, un futuro differente per l’idroscalo De Filippis è possibile. Allo stesso tempo però, l’Aeronautica resterà a Siracusa, se in quell’area o altrove è ancora da capire.  Anche in base al progetto e alla visione politica e urbanistica che Palazzo Vermexio ha dell’area e dell’intera zona Sud.

“È massima l’attenzione della Difesa e dell’Aeronautica Militare sul distaccamento aeroportuale di Siracusa. Ci stiamo impegnando, coinvolgendo e dialogando con tutti, per trovare una soluzione che possa andare incontro alle esigenze del territorio e, allo stesso tempo, salvaguardare quelle che sono le esigenze operative della Difesa. Dal punto di vista militare, infatti, il distaccamento aeroportuale ha un’importanza strategica soprattutto per quanto riguarda la sicurezza nell’area del canale di Sicilia – ha detto il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè all’incontro con i parlamentari nazionali e regionali e con i rappresentanti locali dove è stato fatto un punto di situazione sull’area dell’ex Idroscalo – oggi, la presenza a Siracusa del governo e del Ministero della Difesa rappresenta un passo verso un risultato condiviso e concreto. Un forte segnale di apertura nonché stimolo a lavorare tutti insieme, ad ogni livello, alla realizzazione di un progetto ambizioso e di visione complessiva dall’altissimo valore per il territorio. Sono certo che l’incontro e il confronto di oggi, come è stato dato atto da tutti gli intervenuti, sia il miglior viatico”.

Insomma non è sufficiente avere la disponibilità del sito, bisogna avere chiaro come utilizzarlo, avere un’idea vincente sulla sua migliore valorizzazione urbanistica. “Oggi abbiamo bisogno di ripensare in modo organico e unitario l’ampio spazio a Sud del water front che va dall’area Spero fino a Molo Zanagora, più in generale dalla foce del Ciane, col suo entroterra, alla capitaneria di porto, passando per borgo Sant’Antonio, in cui l’area dell’aeronautica è in una posizione baricentrica – le parole di Salvo Adorno, segretario provinciale Partito Democratico Siracusa – È uno spazio che ha un alto valore, naturalistico, archeologico e paesaggistico e che offre anche una grande opportunità per la vita civile e per lo sviluppo economico. Ripensarlo in modo unitario è la grande scommessa che il Partito Democratico propone alla città. È sbagliato pensare a una riqualificazione segmentata per parti disgiunte. Non possiamo pensare all’area dell’avio scalo disgiunta dal resto del water front. Un ruolo centrale spetta all’amministrazione comunale: quale è la sua idea su questa vasta area? Il Sindaco dovrà avere la capacità di mettere a sintesi l’ampio dibattito già in atto sull’area sud della città e sul suo futuro urbanistico. E’ una grande occasione e bisogna pensare in grande, come merita una città che ambisce al ruolo di capitale italiana della cultura”


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