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Siracusa, solidarietà di cura, umanizzazione ed empatia tra le priorità dei comitati consultivi delle aziende sanitarie

La Conferenza ha convenuto che ciascun Cca faccia attenzione nelle province di riferimento la gestione delle liste di attesa, per gli accertamenti specialistici, strumentali e di laboratorio

La Conferenza regionale dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Siciliana, che rappresentano istituzionalmente il cittadino nel Sistema Salute, si è riunita nella sede dell’Asp di Siracusa per programmare il piano triennale di lavoro e rilanciare l’impegno negli obiettivi comuni dei Cca di maggiore rilievo per i cittadini utenti.

Alla riunione, presieduta da Pierfrancesco Rizza, presidente della Conferenza regionale dei Comitati Consultivi e presidente del Comitato Consultivo dell’Asp di Siracusa, ha partecipato il direttore generale dell’Azienda sanitaria Salvatore Lucio Ficarra che in avvio dei lavori ha sottolineato l’importanza dell’attività dei Comitati Consultivi riaffermando il compito quale strumento operativo dell’alleanza Cittadini/Azienda per la verifica delle criticità e proposte di miglioramento, essenziale per la difesa dei diritti di salute.

Presenti i rappresentanti dei Cca delle Asp di Siracusa, Messina, Catania, Ragusa, Caltanissetta ed Enna e delle Aziende Ospedaliere Papardo di Messina, Cannizzaro, Policlinico e Garibaldi di Catania.

“Non dev’essere il paziente ad inseguire gli operatori del Ssr ma da questi preso in carica ed accompagnato passo passo nei propri bisogni di cura”. Questa promessa del Piano della Salute della Sicilia, non ancora appieno rispettata, spiega l’impegno alla continuità assistenziale all’interno del Servizio Sanitario Regionale che è stata posta all’attenzione dai presidenti dei CCA.

Solidarietà d’impegno tra tutti gli operatori del Servizio Sanitario, in primo luogo il medico e il pediatra di famiglia che devono essere coinvolti per guidare ed accompagnare il bisogno di salute del proprio assistito in tutto il percorso assistenziale necessario, compreso il pronto soccorso ospedaliero, quindi solo se appropriato. Si è discusso, per limitare il ricorso a queste strutture ai casi di vera emergenza-urgenza, così potendosi evitare lunghe attese, di “sale separate” per i codici verdi e bianchi e che al triage venga rilevato formalmente dal paziente se il medico di base o la guardia medica sono stati preventivamente contattati e cosa hanno prescritto. Questo secondo punto, allo scopo di meglio relazionare opportunamente utenti informati e resi più responsabili e medici di base maggiormente coinvolti in importanti eventi di salute in appropriata emergenza.

Senza effettiva integrazione tra i vari livelli assistenziali dello stesso unico Ssr, che si riconoscano, si relazionino e interagiscano, ha convenuto l’assemblea, non esiste continuità assistenziale e rimandare il paziente altrove senza passamano è la vera criticità che persiste e moltiplica spreco di risorse e riduzione di cura.

La Conferenza ha convenuto che ciascun Cca faccia attenzione nelle province di riferimento la gestione delle liste di attesa, per gli accertamenti specialistici, strumentali e di laboratorio. In particolare verifichino l’applicazione del Piano regionale e presentino proposte di miglioramento operativo nella gestione, ove occorra, in relazione a documentati bisogni territoriali.

Avviato anche l’impegno a non trascurare la necessità che i Cca pongano l’accento sulla problematica relativa alla lotta alle infezioni ospedaliere ed alla prevenzione sanitaria e correlata educazione sanitaria. Recente la divulgazione di statistiche nazionali sui detti argomenti: per le infezioni ospedaliere (quelle generate in ospedale) dicono di circa 10.000 morti l’anno in Italia (su 33.000 totali registrati nei 27 Paesi dell’Ue) e contestualmente si registra un alto tasso di antibiotico resistenza per uso scorretto dei farmaci antibiotici. Nella prevenzione sanitaria è necessario rassicurare sulle vaccinazioni e promuovere la partecipazione ai programmi di screening (tumore al seno, alla cervice uterina, al colon retto, ecc.).

Solo l’incremento di programmi di educazione sanitaria al cittadino può determinare maggiore consapevolezza dei rischi ed attenzione alle precauzioni da assumere. Nella battaglia per i tre obiettivi lo stimolo continuo ed il supporto alle Aziende sanitarie da parte dei Cca ha trovato concordi tutti i presidenti che hanno individuato nei Gruppi di Lavoro Tematici, costituiti con l’occasione nell’organizzazione interna della Conferenza, il debito sostegno tecnico nell’azione “sul campo”.

Nel dibattito di approfondimento delle principali tematiche di interesse del cittadino con disagi di salute, i responsabili dei Cca hanno posto l’accento sul proprio ruolo nel miglioramento della umanizzazione dell’assistenza. La facilitazione dell’accesso alle prestazioni, l’accoglienza, l’ascolto del paziente, il necessario rapporto empatico paziente-operatore sanitario, lo stesso confort alberghiero costituiscono il primo livello dell’impegno e di monitoraggio continuo e propositivo che i Cca devono condurre.

La Conferenza dei Comitati Consultivi Aziendali ha concluso la propria assemblea con l’avvio della prevista adozione del Codice Etico interno cui uniformare il comportamento e l’azione di tutti i componenti dei Cca, nonché con un breve cenno anche sullo stato dei rapporti con l’Istituzione regionale e le direzioni delle Aziende Sanitarie, rimandando comunque alla prossima seduta l’approfondimento delle due tematiche per dare slancio ed operosità.


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