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Siracusa, solo il 5% dei ricoverati è vaccinato. Franco: “alla scienza bisogna ubbidire, una no vax pensava che Dio la salvasse”

Direttrice dell’Unità operativa Malattie infettive, nella prima ondata ha vissuto l’emergenza sanitaria dovuta una carenza di posti letto a un’impreparazione totale della sanità a quella che, nel giro di poche settimane, si sarebbe rivelata una pandemia che ha colpito pure lei

“Non si era vaccinata, era una donna di fede e pensava che l’amore per Dio l’avrebbe salvata dal contagio. Eppure si è ricreduta quando era già su un letto di ospedale”. Le storie di pazienti affetti da Covid e convinti no vax s’intrecciano tra i corridoi dell’Umberto I di Siracusa. “Sono aneddoti molto simili tra loro”, dice Antonina Franco, direttrice dell’Unità operativa Malattie infettive.

Lei, al lavoro dal primo momento, di casi ne ha visti molti. Nella prima ondata ha vissuto l’emergenza sanitaria dovuta una carenza di posti letto a un’impreparazione totale della sanità a quella che, nel giro di poche settimane, si sarebbe rivelata una pandemia che ha colpito pure lei.

Poi ha visto la struttura ospedaliera cambiare, settimana dopo settimana. Una riorganizzazione necessaria (e per certi versi tardiva) per dover far fronte a un virus che in breve tempo ha investito, e in alcuni schiacciato, la sanità locale. E adesso, nella terza fase del Covid, la dottoressa Franco, tra i corridoi di quella struttura diversa rispetto al passato, sta osservando un altro fenomeno: i no vax che, prima di entrare in Terapia intensiva, cambiano idea sui vaccini.

“I casi sono molti – continua Franco – Quando i sintomi del virus si fanno sempre più difficili da sopportare, in tantissimi si pentono di non essere andati a ricevere la fiala”. Ad oggi, su un numero seppure esiguo di ricoverati, i vaccinati sono il 5%. “La scienza vince sempre – conclude Franco – Però alla scienza bisogna ubbidire: vaccinarsi e utilizzare la mascherina”.


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