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Riapertura di nidi e materne: approvate le linee guida per la ripresa delle attività

Siracusa, spiaggia di Calarossa: quando la politica degli annunci supera quella della responsabilità

Sarebbe stato molto più opportuno "pubblicizzare" la chiusura della spiaggia, vista la presenza di un'alga tossica che avrebbe potuto portare nausee o conati di vomito, piuttosto che la sua riapertura

La politica degli annunci supera quella della responsabilità. E così a Siracusa il sindaco, massimo responsabile della salute pubblica lascia passare in secondo piano la chiusura (per motivi proprio di salute) della spiaggetta di Calarossa, per poi annunciarne invece la riapertura.

Un cortocircuito di pochi giorni, con un utilizzo di pesi e misure che contrasta con le reali necessità. Perché sarebbe stato molto più opportuno “pubblicizzare” la chiusura della spiaggia, vista la presenza di un’alga tossica che avrebbe potuto portare nausee o conati di vomito, piuttosto che la sua riapertura. Invece niente. Dal 26 giugno – giorno della prima ordinanza, quella interdittiva – a oggi non un post sulla pagina istituzionale di sindaco e Comune, non un cartello sulla spiaggia, costantemente affollata da siracusani e turisti. Nulla di nulla. Solo l’ordinanza in albo pretorio (obbligatoria la sua pubblicazione) fortunatamente notata sia dal nostro, sia da altri quotidiani che ne hanno riportato la notizia.

Oggi invece, giorno della riapertura della spiaggetta nel giro di pochi minuti si è vista la nuova ordinanza pubblicata in albo pretorio, la nota dell’ufficio stampa e infine il post sulla pagina social del sindaco. Che a volte sembra ancora essere più legato al “vecchio” ruolo di assessore al Turismo, tra porta delle meraviglie e pubblicazione delle bellezze nostrane, piuttosto che a quello di guida della città e delle sue priorità.


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