Posti auto con criteri differenziati per le strutture ricettive, superfici riservabili che variano dai 10 ai 35 m² in base al numero di stanze e un vincolo di utilizzo esclusivo per operazioni di carico e scarico bagagli. La modifica all’articolo 56 del Regolamento per l’applicazione del Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria — già approvata in Giunta lo scorso 29 luglio — prosegue il suo percorso tra mille difficoltà: durante l’ennesimo passaggio in IV Commissione consiliare, non sono mancati dubbi e osservazioni.
La proposta avanzata dalla Giunta prevede la possibilità di concedere aree di sosta riservate su suolo pubblico ad attività commerciali e di servizio, in particolare strutture alberghiere, autosaloni, officine di riparazione e autoscuole. Le concessioni, rinnovabili annualmente, riguarderebbero spazi immediatamente antistanti o nelle vicinanze dell’attività, con l’obbligo di segnaletica, manutenzione e limite di sosta pari a 40 minuti per ciascun veicolo.
La concessione potrà essere revocata in qualsiasi momento per motivi di sicurezza o interesse pubblico e decade automaticamente dopo tre violazioni del Codice della Strada.
Martina Gallitto, componente della commissione e consigliere comunale, ha espresso perplessità sulla formulazione del testo: “Non mi ha convinto la proposta di modifica del regolamento. È prevista una sosta di 40 minuti, ma di fatto rimarrebbe a disposizione h24 per le strutture alberghiere. Inoltre, già oggi possono richiederle anche officine, autosaloni e autoscuole, ma almeno in quei casi dopo la chiusura si potrebbe consentire la sosta a tutti. Così rischiano di diventare parcheggi privati, penalizzando lavoratori e residenti, non solo in Ortigia, dove i posti scarseggiano. Mi sembra una misura azzardata”.
Secondo la Gallitto, il rischio è che le aree riservate si trasformino in spazi a uso esclusivo, difficili da controllare, con conseguenze negative per la viabilità e per chi vive o lavora nelle zone più congestionate.
La Commissione ha quindi deciso di astenersi dal voto, con l’astensione della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione, rinviando la discussione al Consiglio comunale, dove il provvedimento sarà sottoposto al dibattito e al voto definitivo.
Sulle polemiche è intervenuto l’assessore Pierpaolo Coppa, che ha chiarito il senso della proposta: “L’astensione registrata in Commissione non rappresenta un voto contrario, ma la volontà di rimettere la valutazione al Consiglio, che è l’organo competente. L’intento dell’Amministrazione è assicurare un equilibrio tra il diritto delle imprese a disporre di spazi funzionali all’esercizio della propria attività e l’interesse pubblico alla corretta e ordinata fruizione del suolo”.
L’assessore ha poi ribadito che il provvedimento non mira a creare vantaggi per categorie specifiche, ma a regolare in modo più chiaro e trasparente un uso del suolo già esistente, definendo limiti precisi, controlli e criteri tecnici di sicurezza.
Il testo approderà ora in Consiglio comunale per il confronto finale tra maggioranza e opposizione. L’obiettivo dell’Amministrazione è arrivare a un regolamento aggiornato, più funzionale e coerente con le esigenze del settore turistico, senza però sottrarre spazi alla cittadinanza. Parola ai consiglieri.
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