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Siracusa, studenti del Fermi tornano in classe. Il dirigente: “punto a presenze al 100%”

Dopo mesi di chiusura gli istituti hanno riaperto i battenti, ma i primi casi di Covid hanno destato preoccupazione

Ampliare la scuola in presenza dal 50 al 100%. Questo l’obiettivo di Antonio Ferrarini, dirigente scolastico dell’Enrico Fermi, dove nei giorni scorsi erano stati accertati tre casi di Covid.

“La scuola deve ripartire – dice il preside – I positivi sono stati importati da fuori perché  qui i ragazzi sono protetti”. Un’affermazione, quest’ultima, dettata dalla certezza di aver applicato tutte le norme anti contagio, compresa la sanificazione, ma anche dagli spazi ampi offerti dalla struttura. Sarà probabilmente per questo motivo che oggi la cosa che fa più paura, almeno dal punto di vista di chi insegna, non è tanto il rischio del contagio, quanto le assenze tra i banchi.

Complice la paura delle famiglie o una situazione di disagio sociale che ha allontanato gli alunni, oggi la situazione è questa: nonostante siano rientrati in presenza solo la metà degli studenti di ogni classe, in realtà in alcune aule in pochi sono presenti. Su oltre mille studenti, come nel caso del Fermi, circa 30 sono i ragazzi vittima della dispersione scolastica. Un numero basso certamente, ma che fa ugualmente preoccupare.

“Alla fine dell’anno, in caso di alunni fragili, abbiamo deciso che conteremo solo relativamente il numero delle presenze” – spiega Ferrarini, con l’unico intento di recuperare anche coloro che il virus ha portato lontano da scuola. Quella scuola così diversa rispetto a prima. Oggi la ricreazione non c’è quasi più, l’uscita di scuola non è un momento di ritrovo, ma un veloce passaggio fino all’auto, al bus o al motorino che condurrà i giovani a casa. Eppure ogni mattina suona la campanella, come sempre. L’augurio è che, nonostante le difficoltà e le preoccupazioni, il suono di quella campanella non sia mai a vuoto.

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