Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata di un utente, che per la seconda volta ci scrive in merito alla Traversa Torta, una strada comunale che dovrebbe collegare la S.P.58 con via Elorina, e dove sono presenti dei pali telefonici che possono creare dei rischi alla viabilità:
“Gentile redazione in merito alla mia lettera del 31 Gennaio riguardo i disagi e la pericolosità in cui versa Traversa Torta strada la cui competenza spetta al Comune di Siracusa e di cui allego l’articolo da Voi pubblicato (Leggi Qui) in cui si faceva riferimento ad alcuni pali posizionati in modo pericoloso dopo l’allargamento della strada, problema che ho prima fatto presente al Comune e ricevendo risposta che i pali non sono di competenza del comune, ho dopo chiamato la Telecom, che mi ha detto di far presente il problema ad un centro di spostamento pali Telecom di Palermo a cui infatti ho mandato un fax.
Oggi giorno 4 Febbraio un’operatore del centro spostamenti pali Telecom di Palermo mi ha chiamato dicendomi che il costo dello spostamento dei 5 pali Telecom sarebbe ricaduto su di me se l’iter fosse andato avanti. Ovviamente essendo una strada comunale non ho nessuna intenzione di pagare per il comune a cui già pago le tasse. La strada è di PROPRITA’ comunale e chi ne corrisponde dovrebbe essere appunto il Comune. Il fatto che mi sia mobilitato io da privato cittadino è già tanto ma che devo pure pagare per un problema in una strada non di mia proprietà mi pare una richiesta un pò assurda e dettata dall’abnorme ignoranza e dal gioco dello scarica barile di cui il nostro Comune è sempre vittorioso.
Concludo dicendo che se mai una macchina, un motore o un camion si schianti contro uno dei pali di Traversa Torta e qualcuno si farà male, io sarò subito pronto a puntare il dito e fare denuncia contro il comune specificando che le mie richieste di azzerare questo pericolo sono state ignorate da Comune in primis e da Telecom poi. Il Comune da quanto posso dire non ha mai avuto intenzione di dialogare e di venire incontro alle problematiche dei suoi cittadini che per risolvere un problema devono sempre aspettare il morto purtroppo.”
Grazie, Giuseppe Privizzini