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Siracusa, tamponi dai medici di famiglia. Barone: “Individuare spazi fuori dagli studi”

Due i nodi centrali dell’accordo quadro: i medici di medicina generale vengono chiamati ad eseguire i tamponi antigenici rapidi e si sbloccano i fondi destinati all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per gli studi di medicina generale

I medici di famiglia potranno eseguire tamponi rapidi nel proprio studio, ma un coro di polemiche ha subito sommerso l’accordo collettivo nazionale (stralcio) che martedì sera è stato siglato soltanto dalla Fimmg (la Federazione nazionale dei medici di medicina generale).

“In un momento drammatico come quello attuale la medicina generale non poteva, e non ha mai pensato, di tirarsi indietro. Abbiamo però preteso che i medici non siano mandati a combattere a mani nude, come purtroppo è accaduto nei mesi scorsi” – commenta Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg.

Due i nodi centrali dell’accordo quadro: i medici di medicina generale vengono chiamati ad eseguire i tamponi antigenici rapidi e si sbloccano i fondi destinati all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per gli studi di medicina generale.

“Gli studi – rassicura Scotti – non diventeranno ‘centri diagnostici’. Ciascun medico di famiglia sarà un punto di riferimento per i propri assistiti e potrà, in caso lo studio non lo consenta, effettuare i tamponi in strutture messe a disposizione dal proprio distretto. In modo particolare – chiarisce il segretario generale Fimmg – i tamponi antigenici saranno somministrati ai contatti stretti asintomatici, individuati dal medico di medicina generale oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione. E sarà sempre il medico a decidere se effettuare il tampone antigenico a pazienti per i quali si sospetta un contagio. I tamponi antigenici saranno utili anche per i contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento, identificati in base a una lista trasmessa dal dipartimento di Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione”.

Eppure a Siracusa non mancano alcune criticità, a partire dagli spazi degli studi dei medici di base. A dirlo è il dottor Giovanni Barone, dell’Ordine dei medici. Quest’ultimo ai microfoni di Siracusanews ha spiegato le difficoltà di dover creare percorsi separati all’interno degli studi, tempi di vestizione e svestizione e altro ancora. Tutte difficoltà alle quali dovrebbe andare incontro l’Asp, individuando spazi idonei per poter effettuare i test in sicurezza.

 


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