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Siracusa, Tari per le attività commerciali: Castagnino punta il dito contro il Comune

Per l'ex consigliere comunale l'amministrazione correrebbe il rischio che nel proprio bilancio possa vedere diverse entrate trasformarsi in crediti

Un po’ commercialista, un po’ ex consigliere comunale. Ma in entrambe le vesti Salvatore Castagnino punta il dito contro l’amministrazione comunale. Oggetto del contendere, questa volta, sono le cartelle Tari che in questi giorni sarebbero state recapitate a liberi professionisti e attività commerciali e che, a detta di Castagnino, sarebbero particolarmente “salate” visto il perdurare della pandemia.

Il Comune – dice Castagnino – sta recapitando le cartelle Tari ma ci si aspettava una riduzione dell’imposta. Invece c’è una totale assenza da parte di chi amministra e doveva stare attento nei confronti dei contribuenti e di chi svolge attività di vicinato come ristoranti e bar che per un lungo periodo sono stati costretti a restare chiusi.” In sintesi per l’ex consigliere comunale l’amministrazione avrebbe dovuto convocare il gestore del servizio di igiene urbana, chiedendogli di sospendere quella parte di contratto che prevedeva la raccolta dei rifiuti per tutte le attività che a causa del Covid sono state chiuse per diversi mesi.

Così facendo – prosegue – avrebbe abbattuto i costi per quel servizio e di conseguenza avrebbe abbattuto i costi per il contribuente. Così però non è stato e adesso per l’ente nasce un duplice problema: quello di parte della cittadinanza costretta a pagare un tributo più che salato (Castagnino più volte ha posto l’accento sul fatto che a Siracusa la tassa sui rifiuti sia tra le più alte dello Stivale), ma soprattutto un problema di natura contabile in quanto molti non riusciranno a pagare e quindi il Comune nel proprio bilancio vedrà diverse entrate che si commuteranno in crediti“.

(Qui l’intervista video)


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