Un tavolo tecnico d’indirizzo permanente che potrebbe rappresentare un punto di svolta per un’area che, nonostante il suo enorme valore ambientale, ha sofferto per decenni ritardi, carenze amministrative e una governance frammentata. Si è svolta ieri, nella sede del Libero Consorzio Comunale di Siracusa di via Roma, la riunione dedicata alla Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa”, un momento atteso da anni dalle associazioni ambientaliste e dagli operatori del settore. L’incontro ha visto riuniti attorno allo stesso tavolo amministratori, enti locali e rappresentanti del mondo naturalistico, con l’obiettivo di definire finalmente una governance stabile per una delle aree ambientali più preziose e fragili del territorio siracusano.
Ad aprire i lavori è stato Michelangelo Giansiracusa, presidente del Libero Consorzio di Siracusa, che ha evidenziato il carattere strategico del nuovo gruppo di lavoro: “Oggi nasce un comitato tecnico temporaneo che potrebbe evolvere nel Consiglio Scientifico Provinciale, organo previsto dalla normativa. Verificheremo se questo strumento è ancora coerente con le esigenze attuali della riserva. È un momento di ascolto: dobbiamo registrare la partecipazione, definire un metodo e stabilire i temi su cui concentrare il lavoro”.
Giansiracusa ha poi sottolineato come l’iniziativa si inserisca in un quadro amministrativo complesso: “Le criticità della riserva si intrecciano con quelle strutturali del Libero Consorzio, fortemente segnato dal dissesto. Ma oggi siamo qui per proporre, ascoltare e costruire un modello di gestione più condiviso ed efficace”.
Il tavolo tecnico nasce anche su impulso della IV Commissione Ambiente dell’Ars, presieduta dall’on. Giuseppe Carta, che ha rimarcato l’importanza del confronto: “La richiesta è arrivata dal Comitato Parchi, ma da anni si discute senza arrivare mai a una conclusione. Oggi si riapre il tavolo provinciale sulla riserva Ciane–Saline, cuore naturalistico di Siracusa. Vogliamo affrontare la questione con dedizione, coinvolgendo ambientalisti, associazioni culturali e tutti i soggetti che hanno a cuore questo patrimonio”.
Carta ha evidenziato anche le difficoltà operative della riserva: “Non è questione di “dimenticanza”: fruizione, manutenzione e adeguamento sono processi complessi. Ma ora serve una spinta forte affinché Libero Consorzio e Regione garantiscano continuità, efficienza e rispetto della naturalità dei luoghi“.
Tra i promotori più attivi del tavolo c’è il Comitato Parchi, rappresentato da Corrado Giuliano, che ha rimarcato il senso dell’iniziativa: “Non vogliamo gestire la riserva, ma verificare che questo tavolo tecnico — richiesto anche alla IV Commissione — si attivi concretamente. Dopo 30 anni può essere l’ennesimo fallimento oppure la prima vera occasione di svolta”.
Giuliano non risparmia critiche all’apparato amministrativo: “Le inefficienze dell’ex Provincia sono state molte. Gli attuali amministratori non ne hanno colpa, ma è evidente che il dirigente deve essere sostituito. Serve una struttura adeguata, altrimenti nessun tavolo tecnico potrà funzionare”.
A portare un punto di vista storico e progettuale è stato Giuseppe Patti, già componente del Comitato Scientifico Provinciale, che ricorda il valore culturale e naturalistico della riserva: “Italia Nostra, ai tempi della professoressa Lucia Cerra, dedicò alla riserva una splendida pubblicazione. Per la sua conformazione e posizione, la Ciane–Saline dovrebbe diventare un vero parco urbano. La legge regionale oggi non permette ai Comuni la gestione diretta delle riserve, ma bisogna trovare una soluzione: solo così si può garantire fruizione, manutenzione e qualità”.
La riunione si è conclusa con l’impegno a definire un metodo di lavoro condiviso, la lista delle associazioni realmente portatrici di interesse, un coordinamento stabile e soprattutto obiettivi concreti per la tutela e la fruizione della riserva.
“Un tavolo (non il primo della storia di questi 41 anni di riserva) al quale sono legate le speranze di rilancio di un luogo del cuore da troppo tempo abbandonato – dice a margine il Presidente di L&C
Carlo Gradenigo -. Ma se da un lato fa ben sperare la presenza al tavolo del presidente della commissione regionale ambiente Carta e la massiccia partecipazione delle tante associazioni che da anni si occupano di riserve naturali e ambiente a Siracusa, dall’altra pesa ancora una volta l’assenza di uno degli attori fondamentali di questa vicenda qual’è il Consorzio di Bonifica 10 di Siracusa, titolare dell’area della ex Centrale di sollevamento Mezza Botte, cuore pulsante e fulcro di qualunque progetto di riqualificazione dell’area della riserva. Un appunto che non vuole essere una critica ma un suggerimento, un appello al Presidente del libero Consorzio Giansiracusa ad estendere loro l’invito, al fine di poter pervenire quanto prima ad un accordo di programma tra Regione, Ex Provincia di Siracusa, Comune di Siracusa, associazioni e Consorzio di Bonifica 10. Un’intesa, un documento che rappresenterebbe il primo fondamentale passo per poter condividere ed integrare competenze, risorse strumentali, umane ed economiche e dare luce al sogno di una riserva viva e protetta a due passi dalla città”.
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