fbpx

Siracusa, tensioni (rientrate) al mercato ortofrutticolo: disposto un tetto massimo di vendita

Alla fine si è deciso di stilare un elenco di prodotti agricoli fissando un prezzo massimo

Due giorni, almeno, di profonda tensione al mercato ortofrutticolo di Siracusa, con i rivenditori che lamentano un aumento eccessivo e ingiustificato dei prezzi. La protesta si è acuita ieri all’alba, con lo stop agli acquisti e un presidio delle forze dell’Ordine per eventuali problemi di ordine pubblico, ma la situazione è sempre rimasta sotto controllo seppure tesa. Alla fine si è deciso di stilare un elenco di prodotti agricoli fissando un prezzo massimo di vendita: broccoli a 1,30 euro a mazzo, cavolfiori a 1 euro al kg, spinaci locali 3 euro a collo, bietola locale 3,50 euro a collo, lattuga 40 centesimi a testa, finocchi da 3 a 5 euro a collo e cipollina fresca massimo 3,50 euro a collo.

Prezzi, questi, per cercare di superare i problemi che si stanno verificando al mercato ortofrutticolo con la mediazione dell’assessore alle Attività Produttive, Cosimo Burti e della direzione della struttura. Il mercato è sempre dipendente dal “gioco” della domanda e dell’offerta e quello ortofrutticolo funziona con la stagionalità, non più modificale in corso d’opera essendo colture predisposte nel tempo. E oggi il prodotto richiesto non basta. Un po’ come succede con la farina e la voglia dei siracusani (degli italiani) di diventare panificatori fai da te.

“Siamo in un periodo di fine stagione invernale e inizio primaverile – spiega l’assessore Burti – con la fine della campagna serricola e l’inizio del pieno campo. Il nostro stile di vita, oggi, però è cambiato e c’è stato un aumento di richiesta di prodotti in un periodo di produzione scarsa con la conseguente revisione dell’offerta”.

I prodotti “incriminati” sono quindi quelli stagionali: broccoletti, spinaci, anche arance navel (tutto finito o con prezzi troppo alti) e frutta e verdura che si trovano in un periodo di transizione storico ma che oggi viene acuito dalla crisi e dal fatto che cambiano le abitudini alimentari a casa.

“L’amministrazione ha eseguito la verifica dei prezzi e la comparazione con i mercati di Catania e di Vittoria e sono coerenti – conclude Burti -. Abbiamo stabilito un elenco di prodotti locali con un prezzo massimo di vendita ai piccoli rivenditori (ambulanti, regolari ovviamente, titolari di botteghe e di postazioni al mercato) che può scendere ma non salire”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo