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Siracusa, tensioni tra Inda e Parco Archeologico per i rincari sul Teatro Greco: il caso finisce all’Ars

Il deputato regionale Giovanni Cafeo: "inimmaginabile pensare al Teatro Greco senza l’Inda, prossimo passo una riunione alla presenza del Presidente Musumeci"

Nella giornata di martedì si è svolta nella V Commissione Ars, presieduta da Luca Sammartino, l’audizione dell’Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo Manlio Messina in merito alla stagione teatrale organizzata dalla Fondazione Inda, alla presenza di Sergio Alessandro, dirigente generale del Dipartimento regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, di Lucia Di Fatta, dirigente generale del Dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, dell’architetto Donatella Aprile, soprintendente per i beni culturali e ambientali di Siracusa, Calogero Rizzuto, direttore del Parco archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro, del sindaco di Siracusa nonché presidente della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico (Inda) Francesco Italia, del Sovrintendente dell’Inda Antonio Calbi e della consigliera delegata Marina Valensise.

Al centro del confronto, riportato oggi in parte dalle pagine di Repubblica Palermo – spiega Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione Ars Attività Produttive e promotore dell’audizione – la vicenda legata al rinnovo della convenzione che ogni anno permette l’utilizzo del Teatro Greco di Siracusa per la stagione delle Rappresentazioni Classiche organizzata dall’Inda, di fatto il principale evento culturale siracusano e tra i più importanti della Sicilia e d’Italia, un vero e proprio volano per l’economia che produce ricadute sul territorio, secondo i dati aggiornati di Noi Albergatori Siracusa, pari a circa 36 milioni di euro, con oltre 500 tra artisti e maestranze coinvolte, più del teatro Bellini di Catania”.

La ridiscussione dei termini della convenzione parte il giorno dopo l’istituzione del Parco archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro, quando a fronte del precedente accordo che prevedeva il versamento da parte della fondazione Inda di 50 mila euro e di 0,50 centesimi per ogni biglietto venuto, la nuova bozza preparata dal direttore del parco Calogero Rizzuto, ha previsto un aumento significativo della cifra da corrispondere, portando la quota “una tantum” a 150 mila euro, più un importante incremento della percentuale sullo sbigliettamento. Un aggravio di costi, quantificabile in circa 200 mila euro l’anno, che rischierebbe di compromettere gli equilibri di bilancio dell’istituto del dramma antico.

Tuttavia, le posizione della “parti”, per così dire, non sono in teoria così distanti – continua Cafeo – quanto meno in linea di principio, perché sia la Fondazione Inda sia la governance del Parco Archeologico riconoscono l’importanza strategica del ciclo di spettacoli classici nonché la necessità di tutelare e salvaguardare il prezioso teatro antico siracusano; a mancare oggi sembra più che altro la figura importante dell’assessore ai Beni Culturali, incarnata fino a poco tempo fa dal mai troppo compianto Sebastiano Tusa, in grado di racchiudere nella sua persona le competenze tecniche e l’acume politico indispensabili per evitare di arrivare ad un paradossale scontro tra due istituzioni fondamentali per il nostro territorio, ossia il Parco Archeologico e la Fondazione Inda.”

Da circa un anno, infatti, vale a dire dal giorno del tragico incidente aereo in cui Tusa perse la vita, la rubrica dei Beni Culturali viene gestita ad interim dal presidente Musumeci che, per Cafeo, “quasi non sembra volersi interessare all’argomento, dando l’impressione di voler snobbare una delle manifestazioni culturali siciliane più viste al mondo. Un atteggiamento evidentemente inaccettabile per il quale chiediamo immediatamente un riscontro al Presidente, considerato anche che in un contesto nel quale nel 2019 i visitatori in Sicilia non sono aumentati, uno dei pochi segni positivi è proprio arrivato dal Parco Archeologico di Siracusa e dalle Rappresentazioni Classiche”.

“Alla luce di tutto ciò per il deputato regionale all’Ass appaiono evidenti alcuni punti fondamentali: Inda e Parco Archeologico di Siracusa non possono considerarsi avulsi l’uno dall’altro ma, al contrario, devono ragionare ed immaginare una visione futura di stretta e proficua collaborazione. “Verso il direttore del Parco Calogero Rizzuto c’è piena fiducia – sempre Cafeo -, visto che l’obiettivo della convocazione in commissione non è certamente sollevare accuse ma al contrario provare a risolvere problemi che altrimenti danneggerebbero l’intero territorio. La stessa fiducia è riposta nel lavoro dei vertici dell’Inda che, essendo una fondazione a partecipazione pubblica senza fini di lucro si ritroverebbe, in caso di mancato accordo, ad essere l’unico ente italiano a pagare per espletare le funzioni statutarie, legate alla promozione sociale, artistica, culturale e formativa.”

Infine per il deputato regionale siracusano il mancato interesse dell’assessore ai Beni Culturali ad interim, il presidente Musumeci, rischia di danneggiare seriamente l’attività dell’Inda che dal 1994 ad oggi ha già visto ridursi di oltre un terzo i contributi regionali, passati da 1,5 milioni di euro a 500 mila euro.

Al termine dell’audizione – conclude Cafeo – è stato raggiunto l’obiettivo di fissare finalmente una riunione a tre con il direttore del Parco Archeologico Calogero Rizzuto, i vertici dell’Inda e il Presidente Musumeci, per provare a mettere fine ad una vicenda che rischia di danneggiare tutti, in primis proprio la città di Siracusa e i suoi operatori economici”.


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