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Siracusa: Tentano di bucare la parete di una gioielleria, i Carabinieri li arrestano

Erano in due, a piedi, fermi sul lato di viale Paolo Orsi, all’altezza del distributore ERG, alle tre di notte, intenti a dialogare fra loro. Ma ad insospettire i Carabinieri, oltre il loro atteggiamento schivo, al momento del passaggio della gazzella della Benemerita, è stata la vicinanza ad un obiettivo sensibile, come la gioielleria nei pressi della Chiesa di Santa Rita. In verità, quella zona, era da tempo controllata dai militari dell’Arma con particolare attenzione, poiché qualche settimana prima, avevano notato segni di effrazione sul portone di ingresso della palazzina confinante proprio con la gioielleria.

Quando la macchina dei militari ha rallentato la marcia, i due soggetti hanno iniziato ad allontanarsi, senza correre, simulando molta calma e tranquillità. Ma intuita la loro intenzione di sottrarsi al controllo, uno dei militari, sceso dal mezzo senza farsi osservare, ha sorpreso i due uomini alle spalle, proseguendo a piedi intorno al quartiere. I due, a quel punto, non potevano più allontanarsi e alla domanda sulle loro identità, il sospetto si è fatto più forte: entrambi con diversi precedenti, provenienti dal catanese, non avevano certo ragione di stare in quel posto e a quell’ora. Perquisiti i due, i militari hanno rinvenuto nella tasca dei giubbotti due ricetrasmettitori, facendo così intuire che vi era un complice in contatto radio con i fermati.

Caricati i due sospetti sulla gazzella e chiamati rinforzi, i Carabinieri si sono messi sulle tracce del terzo uomo, scovando, pochi istanti dopo, dentro una macchina parcheggiata lungo corso Gelone, un soggetto che fingeva di parlare al telefonino con un auricolare. Fatto scendere dal mezzo, i militari hanno accertato che quell’auricolare era collegato ad un radio trasmettitore, identico ai primi due: anche il terzo uomo era una vecchia conoscenza delle FF.OO., anche lui catanese, ieri sera impiegato quale “palo” dell’illegale operazione in corso.

Sicuramente era stato proprio lui ad avvertire i due complici della presenza in area dei militari e che, quindi, era opportuno sospendere temporaneamente i “lavori”. Fermati tutti i soggetti coinvolti, a quel punto il sopralluogo è iniziato nell’androne del palazzo attiguo alla gioielleria, sul cui portone vi erano segni evidenti di effrazione e un vetro rotto. All’interno sono stati notati alcuni buchi sulla parete, effettuati in direzione della gioielleria con un trapano di grandi dimensioni, allacciato alla corrente elettrica ricavata da delle prese del palazzo stesso. I malviventi stavano tentando di accedere alla gioielleria bucando la parete che divide l’androne delle scala del vicino condominio, portando al seguito martelli, un flessibile, un piede di porco e, anche, delle lenzuola per attutire i colpi sferrati contro la parete.

Inoltre i malviventi avevano calato una scala di circa sei metri sul retro, per accedere anche al cortile interno del palazzo, utile per operare con maggiore discrezione. A nulla è valsa tutta la loro organizzazione perché i Carabinieri sono riusciti a fermarli prima che il loro piano potesse essere messo a frutto. Ammanettati, i tre uomini sono stati condotti al Comando di viale Tica dove sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di tentato furto aggravato. Si tratta di STRANO Biagio, classe 1964, RICCIOLI Sebastiano, classe 1980, e VIGLIANESI Antonino, classe 1979. Per tutti e tre si sono aperte le porte del Carcere di Cavadonna, in attesa di comparire davanti al Tribunale di Siracusa per la convalida dei provvedimenti.


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