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Siracusa, terrazza dell’Arenella ancora pericolante: la Prefettura chiede la messa in sicurezza

L'attivista ha anche realizzato alcuni filmati in cui si evidenzia che la pendenza nelle giornate di pioggia fa confluire una grande quantità d’acqua proprio nella frattura e nella depressione del cemento in questione

Torna alta l’attenzione in merito allo stato di scarsa sicurezza in cui versa il costone su cui prima insisteva il Lido Polizia. Nei giorni scorsi la Prefettura a seguito di una segnalazione pervenuta da Giorgio Nanì La Terra in cui – con foto e video – si segnalava l’elevato rischio crolli, con seguente pericolo per i bagnanti, ha intimato al Comune di Siracusa (e per conoscenza ai Vigili del Fuoco) di valutare gli interventi più opportuni per mettere in sicurezza l’area. Una vicenda che il nostro quotidiano aveva già trattato all’inizio della stagione estiva (Leggi Qui).

Nella sua segnalazione Nanì La Terra ha constatato l’imminente pericolosità in cui versa il costone monoblocco di cemento dell’Ex Lido Polizia. L’attivista ha anche realizzato alcuni filmati in cui si evidenzia che la pendenza nelle giornate di pioggia fa confluire una grande quantità d’acqua proprio nella frattura e nella depressione del cemento in questione. “Un fiume d’acqua – scrive nella sua segnalazione – che letteralmente ha ormai sia svuotato il centro del monoblocco di cemento, sia che permeato pesantemente e in più punti anche il cemento stesso.”

Il vero problema – così come evidenziano le foto che l’attivista ha fornito alle autorità preposte – è che, nonostante l’area da tempo sia stata interdetta con alcune transenne e sia presente un cartello di pericolo posizionato tempo addietro dal Comune (che però appare sbiadito), l’area per buona parte del periodo estivo è stata vissuta dai bagnanti che stazionavano proprio in prossimità del grosso blocco di cemento o nella parte superiore del terrazzamento. “Vi sono anche bambini che giocano e si arrampicano nella recinzione di legno e rete metallica che anch’essa è assolutamente pericolante – evidenzia ancora”. Adesso si attende un’azione mirata per interdire l’area in attesa che il Demanio, proprietario della stessa, metta in campo risorse e azioni per il ripristino delle condizioni di sicurezza.


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