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Siracusa, ticket per Vendicari. Monterosso: “Bisogna vigilare sulle gestione delle risorse”

Monterosso chiede di fare chiarezza sull'utilizzo dei proventi dal biglietto d'ingresso

“Non si tratta di un provvedimento emanato dal giorno alla notte ma di un iter legislativo, lungo oltre un ventennio, che il legislatore riconduce a logiche di economicità ed efficienza delle risorse pubbliche”. Queste le parole di Marco Monterosso, presidente dell’associazione La nostra Terra, sull’introduzione del biglietto d’ingresso alla riserva naturale di Vendicari.

“Si può facilmente obiettare – dice Monterosso – che si dovrebbe pagare per servizi già esistenti e non per l’ipotetica introduzione di nuovi, tuttavia anche la reale capacità da parte della Regione di garantire un puntuale impiego delle risorse, direttamente sulle diverse aree, appare perlomeno discutibile. Gli uffici provinciali del dipartimento, che tecnicamente sovrintendono alla gestione delle riserve, riceveranno la totalità delle somme derivanti dal biglietto d’ingresso? Le riceveranno solo in relazione al numero dei visitatori ? Se così fosse, non si pensa che questo potrebbe mettere in seria difficoltà le riserve meno “gettonate” o quelle integrali ? Queste somme saranno strettamente vincolate non solo alla valorizzazione e alla fruizione ma anche alla protezione ? Insomma il rischio è che le somme reperite attraverso l’emissione di un biglietto d’ingresso finiscano nell’enorme “calderone” del bilancio regionale a cui variamente attingere, per le più diverse necessità”.

“Non deve sembrare banale – continua Monterosso – ricordare che la principale ragion d’essere per l’istituzione delle aree protette è quella della tutela delle specificità naturalistiche dell’ecosistema in cui ricadono. Valorizzazione e fruizione “discendono” dalla tutela e dal corretto impatto antropico che la fruizione inevitabilmente determina. Questo impatto è particolarmente significativo per aree marittime come Lo Zingaro e Vendicari (ma anche per i famosi “laghetti” di Cava Grande) in cui nei mesi estivi si riversano centinaia di migliaia di bagnanti. Dal punto di vista della sostenibilità è ormai evidente, almeno ai più, che tali livelli di concentrazione di visitatori siano difficilmente sostenibili. Tutte le aree naturalistiche, non solo quelle marittime, dovrebbero tener conto dell’impatto che una fruizione incontrollata può determinare per l’ecosistema perchè questi luoghi non sono semplicemente delle spiagge o aree per pic-nic ma ecosistemi fragili meritevoli di essere tutelati. In questa prospettiva, secondo alcuni, il biglietto d’ingresso potrebbe favorire una sorta di “freno” alle eccessive presenze estive”.

“Con l’introduzione del biglietto d’ingresso – conclude Monterosso – si saldano cosi due aspetti, la sempre più scarsa disponibilità di risorse pubbliche lamentata dai nostri governanti e la limitazione degli accessi richiesta a gran voce da chi ha a cuore la sostenibilità delle diverse forme di fruizione. Probabilmente quest’ultima problematica, al di là dell’introduzione di un biglietto, si sarebbe potuto risolvere “pretendendo” una concreta e severa azione di vigilanza e con l’introduzione di un numero programmato di visitatori, ma le soluzioni più semplici, in Sicilia, sono sempre quelle più difficili da realizzare”.


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