In tendenza

Siracusa, tifo da stadio per Italia e una lunga notte tra emozione, sudore e vecchi ritorni

L'apoteosi al comitato è stata raggiunta poco dopo mezzanotte, prima con l'ammissione della sconfitta di Reale e poi con l'arrivo (in bicicletta ovviamente) del neosindaco Italia. Baci e abbracci per lui, salti e balli e uno scatenato capopopolo Giansiracusa

Una bolgia. Tifo da stadio. E caldo, tanto caldo al comitato elettorale di Francesco Italia, approntato per l’occasione nel salone della chiesa di Sant’Antonio da Padova alla Pizzuta. Pronti via e alle 23,12 arriva il risultato della prima sezione (la 52), due minuti dopo la seconda sezione scrutinata (42) ed è un “olè” dietro un altro e pugni al cielo, con qualche sempre più sporadico “va bene, dai” quando arrivavano risultati non favorevoli a Italia ma tali da non stravolgere il trend.

La percentuale è rimasta sempre tra il 51,7 e il 52,9 a favore del neo primo cittadino, ma Giancarlo Garozzo – chiuso fino ad allora nella “stanza dei bottoni” a verificare i dati giunti dalle sezioni – emerge dopo 45 minuti dalla chiusura dei seggi. Sorridente, accolto dal coro “Giancarlo, Giancarlo” che accoglie alzando le braccia ma senza dire nulla se non un appena sospirato “grazie”. Quella è anche se non soprattutto la sua serata – ci sarà modo di parlarne – ma è evidente che altri attendono trepidanti in prima fila. Come Bruno Marziano, sul punto di rompere del tutto con Garozzo durante questi 5 anni anche se alla fine ha preferito non lasciare il Pd per Leu come il suo ex compagno di partito Pippo Zappulla. L’ex assessore regionale ha atteso, gioito, mostrandosi dopo una campagna elettorale fatta ben più che in sordina. Ma era lì, pronto a dare sostegno al giovane Italia, lui vecchio lupo della politica che ha fatto pure pace con Giancarlo Garozzo, almeno così sembra dopo le pacche sulle spalle e le congratulazioni in sala.

Emozionato, invece, è apparso Fabio Granata che dopo il risultato al primo turno ha deciso di condividere il progetto di Italia arrivando fino a litigare ferocemente a colpi di comunicati stampa con il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che invece spingeva perché (l’ex amico?) sostenesse Reale al ballottaggio. Granata ci ha messo la faccia, come suo costume, ha sfidato tutti i pareri contrari anche degli amici e alla fine ha optato per una scelta di cui non si è pentito.

Non avrei dovuto coinvolgere il simbolo di Diventerà bellissima due settimane fa – ha ammesso – l’ho fatto per rispetto di un progetto che ho contribuito a costruire, visto che sono uno dei fondatori. Ma la scelta di Italia era la più coerente”. Anche Granata, come Marziano, ha seguito tutto lo spoglio in diretta festeggiando coi i suoi e prendendosi una bella dose di applausi dal popolo di Italia. Meno applauditi (se non praticamente assenti) gli esponenti del Pd (perlopiù assenti), Fabio Moschella e Valeria Troia, che sono rimasti fuori – al fresco, c’è da dire – ma anche abbastanza defilati. Nonostante da un punto di vista politico non abbia mai nascosto le perplessità sulla precedente amministrazione comunale, di cui proprio Italia è stato vicesindaco, il parlamentare regionale Giovanni Cafeo, ha seguito una strada simile a quella di Granata.

Staccatosi dall’amico di una vita (Foti, in questo caso, che ha deciso di convergere su Reale) ha deciso di sostenere l’amico del nemico Garozzo a cui consiglia di lavorare su due direttive: “ricucire lo strappo che la città vive nei confronti della politica, evidenziato dal forte astensionismo e i rapporti con gli alleati del Partito Democratico che, seppur non apparentato ufficialmente, ha contribuito in maniera decisiva per questa vittoria”. Oggi è presto per dirlo, mentre appare forse un po’ più stretto il rapporto tra Giovanni Randazzo e gli “italiani”: applausi scroscianti e una nutrita presenza di esponenti del movimento civico hanno caratterizzato la serata di ieri.

Questa vittoria è anche frutto di un accordo tra i due ex candidati piaciuto fin da subito quasi a tutti. L’apoteosi al comitato è stata raggiunta poco dopo mezzanotte, prima con l’ammissione della sconfitta di Reale e poi con l’arrivo (in bicicletta ovviamente) del neosindaco Italia. Baci e abbracci per lui, salti e balli e uno scatenato capopopolo Giansiracusa: il sindaco di Ferla, fidato braccio destro per tutta la campagna elettorale, è salito su un tavolino intonando “Cara Italia”, arringando la folla e commuovendosi fino a veder scendere le lacrime dagli occhi stanchi e rossi ma pieni di entusiasmo. Tutto questo, ieri, attorno a Italia.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo