Politica

Siracusa, trasporti ferroviari al fine di evitare l’isolamento e la marginalizzazione

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Il Consigliere comunale Sergio Bonafede scrive al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale “…perché venga trattato nella prima seduta utile di civico consesso, riguardando una problematica ormai di diffuso e grave allarme sociale.

E’ noto a tutti l’impegno profuso dal sottoscritto sin dall’inizio della consiliatura per affrontare con determinazione e giusto spirito il delicato tema dei trasporti da e per Siracusa.

Non ho alluso tanto ai trasporti su gomma, quanto alla necessità di scongiurare la chiusura della stazione ferroviaria, di spiegare ai cittadini perché le Ferrovie dello Stato abbiano pensato negli ultimi anni a tagliare da un lato i collegamenti per una stazione di testa come Siracusa e dall’altra a realizzare con i fondi della comunità le stazioni inutili di Targia e Fontane Bianche e le ancor più costose fossa di manutenzione e platea di lavaggio, inutili dentro l’inutile scalo merci di Pantanelli.

Si sarebbe dovuto costituire un fronte unico fra Consiglio provinciale e sindacati (unici soggetti che hanno saputo dire la loro in questa battaglia), il Consiglio comunale e le deputazioni nazionale e regionale che sicuramente devono ancora dare il meglio di sé.

Trasporti ferroviari, dunque per i quali battersi in nome e per conto dei cittadini più indigenti, di svantaggiati, ammalati, pendolari per lavoro e famiglie, al fine di evitare l’isolamento e la marginalizzazione di una Siracusa che – se davvero vorrà il turismo quale volano di sviluppo – non potrà fare a meno dei collegamenti ferroviari.

E se l’aeroporto vagheggiato una decina di anni fa è finora semplice utopia, mi sono battuto perché dalla sede del Consiglio comunale si levasse chiara la proposta per l’indizione di un tavolo tecnico con i principali vettori del trasporto marittimo (Grimaldi – Costa – Virtu Ferries – etc ) per giungere a ricreare finalmente l’idea che gli antichi hanno perseguito come prioritaria: quella di utilizzare il mare per il trasporto di merci e persone.

Ma finora abbiamo perso solo tempo. Il Consiglio comunale in carica dal 2008 non è riuscito sin qui a trovare unità di intenti per alzare la voce su argomenti di assoluto allarme sociale e così Siracusa resta sempre più isolata. Invece ribadisco che serve un’azione forte di sollecitazione da parte nostra e ritengo che a questo punto la gravità della situazione imponga due passaggi su tutti:

1) la convocazione di una seduta di Consiglio comunale dentro la stazione ferroviaria, alla presenza di tutte le forze sociali e dei deputati che vorranno venire;
2) la convocazione presso il Prefetto per un problema che attanaglia Siracusa e la sua provincia, con corollario di troppe stazioni abbandonate sulle quali pure si dovrà chiedere insieme alla Provincia regionale di intervenire.”