Si è concluso con un patteggiamento il procedimento penale per la morte di C.G., la donna originaria di Augusta travolta e uccisa lo scorso 11 gennaio 2025 in viale Scala Greca. Il Gup del Tribunale di Siracusa, Simone De Martino, ha ratificato l’accordo tra le parti, condannando l’imputato – un uomo di 69 anni difeso dall’avvocato Gabriele Magnano – a un anno e otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena. La tragedia si è consumata nel pomeriggio, intorno alle 15:34. L’uomo era alla guida di un autocarro e procedeva in direzione via Necropoli Grotticelle quando, subito dopo aver attraversato la rotatoria di largo De Melio, ha investito la donna.
La vittima stava attraversando la carreggiata sulle strisce pedonali, in condizioni di sicurezza. L’impatto, avvenuto a una velocità stimata di circa 31 chilometri orari, si è rivelato comunque fatale: Carmela Gulino è deceduta poche ore dopo all’ospedale Umberto I di Siracusa a causa delle gravi lesioni riportate. Al centro del procedimento la ricostruzione tecnica della dinamica, affidata alla perizia cinematica dell’ingegnere Emanuele Magro. L’analisi ha escluso responsabilità da parte della vittima, evidenziando invece una serie di condizioni ambientali che avrebbero inciso in modo determinante sulla visibilità.
Secondo quanto emerso, il conducente sarebbe stato vittima di un fenomeno di “adattamento visivo”: una sequenza improvvisa di passaggio da zone d’ombra a luce solare intensa e radente, tipica dell’orario pomeridiano, seguita da un nuovo ingresso in ombra proprio in prossimità delle strisce pedonali. Questo sbalzo luminoso avrebbe provocato un abbagliamento temporaneo, aggravato dai riflessi delle lenti correttive e dall’ampiezza del parabrezza del mezzo.
In base alla perizia del tecnico, infatti, l’occhio umano impiega tra i 3 e i 3,5 secondi per recuperare una visione nitida in tali condizioni, rendendo di fatto il pedone non percepibile nei momenti cruciali. L’elaborato ha inoltre evidenziato che il conducente, in quei frangenti, stava eseguendo manovre di guida complesse: rallentamento, cambio marcia manuale e una sequenza di sterzate. Circostanze che escluderebbero l’uso del cellulare o altre distrazioni.
Il giudice ha ritenuto congrua la pena concordata, riconoscendo la responsabilità dell’imputato ma valutando non particolarmente marcata la violazione delle norme prudenziali, proprio alla luce delle condizioni ambientali ritenute eccezionali. Oltre alla pena detentiva – sospesa – è stata disposta la sospensione della patente di guida per due anni.
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