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Siracusa, tutti contro Italia per i delegati di quartiere. Cafeo: “speravamo di essere consultati”

Se gli attacchi dall'opposizione possono apparire scontati, quelli dei partiti a sostegno lo sono certo meno. Oltre a Cafeo, infatti, anche l'ex presidente della Circoscrizione Neapolis, Giuseppe Culotti, ha criticato il primo cittadino

Se gli attacchi dall’opposizione possono apparire scontati, quelli dei partiti a sostegno lo sono certo meno. La nomina degli 8 nuovi delegati di circoscrizione ha smosso gli animi della politica siracusana e le scelte adoperate dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, sembrano quasi un’autorete politica. Almeno leggendo le parole provenienti dal parlamentare regionale di Italia Viva Giovanni Cafeo, che nella Giunta Italia ha due rappresentanti: Cosimo Burti e Alessandro Schembari, con quest’ultimo oltretutto molto “vicino” a Cafeo.

Il parlamentare all’Ars, sempre molto garbato nei suoi commenti, appare però un po’ stizzito dalle scelte adoperate da parte del primo cittadino. In primis per aver “appreso dalla stampa” degli otto delegati alle circoscrizioni scelti dal sindaco, ma soprattutto perchè “avremmo gradito una consultazione preventiva con tutti i partiti della coalizione – dice Cafeo – anche se in ogni caso come Italia Viva non avremmo dato la disponibilità per alcuna delegazione, perché riteniamo che il decentramento sia un argomento troppo importante e delicato per affidarlo ad una semplice nomina fiduciaria”.

Il parlamentare regionale di Italia Viva resta inoltre perplesso anche sul numero di nomine effettuate dal primo cittadino di Siracusa, in quanto le circoscrizioni sono state ridotte dalla delibera di Giunta del dicembre 2019 da 9 a 5, mentre oggi sono nuovamente 9 le figure dei delegati, “considerando che ad esempio la sede di Grottasanta non esiste neppure più – prosegue Cafeo -; pur convinti delle buone intenzioni del sindaco, oggi riteniamo necessaria l’attuazione dei principi di democrazia, utilizzando strumenti innovativi per favorire il coinvolgimento attivo di tutti i cittadini nelle scelte più importanti e nell’attività amministrativa in generale”.

Più “scontate” e anche più scomposte – vuoi anche per la diversa appartenenza politica – invece le critiche mosse al sindaco da parte dell’ex presidente della circoscrizione Neapolis, Giuseppe Culotti. Per quest’ultimo, infatti, con la nomina dei delegati dei quartieri di Siracusa, ormai da tempo senza Consiglio comunale, “il sindaco Italia mette a segno un altro colpo, mettendo al posto giusto l’uomo giusto (il suo, ovviamente). E così anche all’ultimo baluardo di par condicio o di democrazia, o ancora – se vogliamo di lucida governance – si antepone l’idea di monocolore, di coro che dice sempre di si all’unisono. Avremmo sperato, che il sindaco di Siracusa, fosse interessato alla città ed ai diversi pareri contrastanti ma che rendono la realtà, come si chiama.”

È bene precisare però che la nomina dei delegati di quartiere è strettamente fiduciaria e quindi appare complicato se non impossibile che un sindaco possa affidare tale incarico a esponenti politici in opposizione. Visto anche che il delegato avrà quasi il compito di essere un’estensione del primo cittadino nelle varie zone della città, interagendo e raccogliendo consigli e lamentele dei cittadini.

Avremmo sperato che il nostro sindaco, giovane di età, si distaccasse dalle vecchie logiche politiche che in un periodo hanno governato e affossato la città – incalza Culotti -. Nominare personaggi tutti diversi, provenienti dal mondo del lavoro o della vita normale, no politici e in alcuni casi facce vecchie già viste o uomini vicini a lui, avrebbe costituito una giuria imparziale, per la città e chi l’amministra. Invece, si preferisce non ascoltare o meglio dire agli altri cosa dire e cosa vuole ascoltare. Non avere idee diverse, è il contrario della democrazia.”

Ex consigliere di Akradina e primo dei non eletti in Consiglio comunale, interviene anche Luigi Cavarra che invita a una riflessione: “sono state abolite, per volontà politica, le circoscrizioni  e di conseguenza i consiglieri di quartiere, perché ritenute inutili e anche uno spreco di denaro pubblico. E’ stato sempre detto e ribadito che siccome ci sono i consiglieri comunali, il rapporto con il territorio veniva curato dagli stessi. Oggi  scopriamo che il sindaco nomina il delegato di quartiere, il quale dovrebbe avere lo stesso ruolo che avevano i consiglieri di quartiere- La domanda sorge spontanea: ma che senso ha avuto, abolire l’originale  e poi creare l’imitazione? Se tutto ciò deve avvenire per creare un anello di congiunzione tra il territorio ed il politico amministratore, sono convinto che, ogni consigliere comunale, anche se decaduto , potrà curare il proprio elettorato ed il quartiere in cui risiede con attenzione, comunicando e proponendo all’assessore o il tecnico di riferimento. I siracusani non stanno aspettando nuovi soldati nominati, ma servizi”.


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