Venerdì scorso, 26 febbraio 2010, alle ore 20.15, a Siracusa e Catania, militari della stazione di Pachino davano esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere per “omicidio” emessa dall’autorità giudiziaria di Siracusa che concordava appieno con le indagini condotte tramite intercettazioni telefoniche e rilievi tecnici esperiti in fase di sopralluogo dai militari operanti, nei confronti di:
• Pastusinska Katarzyna, nata in Polonia il 07 novembre 1961, residente a Pachino, via Solferino n. 93, convivente, in atto detenuta presso la casa circondariale di Catania di Piazza Lanza, ex fidanzata della vittima;
• Krotosz Piotr Mauriusz, nato in Polonia il 22 giugno 1976, in atto detenuto presso la casa circondariale di Siracusa;
• Bialas Rafal Krzystof, nato in Polonia il 30 giugno 1974, in atto detenuto presso la casa circondariale di Siracusa.
Predetti risultavano responsabili del decesso, avvenuto a Siracusa in data 4 settembre 2009, di Kunert Wojciech Jan, nato in Polonia il 10 dicembre 1974, conseguente all’aggressione ai danni dello stesso, avvenuta tra la fine di agosto ed i primi di settembre del 2009 per la quale gli stessi venivano nell’immediatezza tratti in arresto per “tentato omicidio”.
Il KUNERT era rimasto gravemente ferito dai pugni ferocemente inferti dai due connazionali ed il pestaggio era iniziato per futili motivi connessi ad una serie di reciproche minacce ed aggressioni causate dal costante stato di alcolismo. I tre tuttavia ben sapevano cosa stavano facendo e la PASTUSINSKA inoltre emergeva come responsabile di aver incitato e favorito l’aggressione sfruttando la propria presenza nell’abitazione della vittima di cui era convivente, nonché di aver tentato di cancellare le prove delle responsabilità dei due correi lavando le tracce di sangue e variando durante la propria testimonianza gli orari dei propri movimenti la sera dell’omicidio.
I tre uomini vengono colpiti dall’odierno provvedimento a seguito di un supplemento di indagini operato dai carabinieri subito dopo l’esecuzione del fermo dei tre responsabili per tentato omicidio avvenuto all’epoca dei fatti.
Le investigazioni confermavano le responsabilità degli arrestati che non solo venivano incastrati dagli esami del DNA dei loro vestiti sporchi di sangue trovati e sequestrati dai militari, ma venivano inoltre più volte fatti cadere in contraddizione durante gli interrogatori effettuati da carabinieri e magistrati. L’accusa nel frattempo, a causa del decesso della vittima, è mutata da tentato omicidio ad omicidio.
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